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Visualizzazione dei post con l'etichetta Politica

Nuovi ulivi e vecchi errori

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I post di politica sono quelli che totalizzano meno visualizzazioni, ma ci sono dei temi che mi appassionano al di là del consenso che riscuotono e l'occasione di poter scrivere degli scenari futuri della coalizione più pazza del mondo - il centrosinistra italiano - dopo i risultati elettorali delle ultime amministrative è una di quelle occasioni che non posso lasciarmi scappare.  Partiamo proprio dai risultati. Il centrosinistra, un po' in tutte le sue declinazioni potenziali, ma soprattutto nel formato "tutti dentro", vince. O almeno così pare. Perché il dato sull'astensione qualche riflessione dovrebbe imporla. Perché il centrodestra - per dirla con Veneziani - ha i leader ma non la classe dirigente (che scoperta!) e dunque che perda le amministrative ci può stare, ma alle politiche è tutto da vedere. Ma soprattutto perché il fronte sovranista, più o meno il 40% dell'elettorato italiano, sempre lì sta, con l'unica differenza che quel che perde la Lega l...

Il Parlamento italiano e il green pass: strana storia di un cortocircuito istituzionale (e di uno personale)

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Di green pass ormai si sente parlare dappertutto e se già ora rappresenta il lasciapassare per l'accesso in contesti ludico-ricreativi (ristoranti, cinema, stadi, etc) a quanto pare a breve non si potrà entrare praticamente da nessuna parte - in primis nel luogo di lavoro - senza questo benedetto certificato. Con una sola eccezione, almeno sinora, vale a dire in parlamento.  Eh sì, perché - battute sull'associazione tra camere legislative e lavoro a parte - almeno sino a quando gli onorevoli deputati e senatori non delibereranno l'obbligo per sé stessi, l'accesso ai rispettivi emicicli non sarà in alcun modo limitato. E questo perché - come credo tutti sappiano - nel nostro ordinamento il parlamento è sovrano, e non solo a chiacchiere, e pertanto decide da sé in merito al suo funzionamento, senza che nessun altro possa ingerirsi al riguardo.  La questione assume i contorni del paradosso anche a causa del fatto che gli attuali obblighi in materia hanno viaggiato tutti ...

L'irripetibile allineamento astrale dell'età dell'oro draghiana e la Große Koalition in salsa italiana

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Tra le varie attività senza senso che porto avanti nel corso del mio pochissimo tempo libero, c'è quella di fare previsioni sul futuro del magnifico paese in cui vivo. Oggi voglio condividere i gioiosi risultati di questi sforzi con voi.  Proviamo dunque a fare un giochino che partendo dalla situazione politico-istituzionale attuale la proietti verso un orizzonte temporale di due anni, vale a dire a valle delle prossime elezioni politiche, per provare ad immaginare quali saranno i probabili assetti del sistema Italia a quella data.  Il primo snodo è quello dell'elezione del Presidente della Repubblica, che dovrà essere affrontato nei primissimi mesi del 2022. Il dilemma è Draghi sì o Draghi no e io propendo - non solo in termini probabilistici - per la seconda opzione, visto che sta svolgendo bene il suo ruolo ma soprattutto perché fa comodo a pressoché tutte le forze politiche (ad eccezione forse di Conte e della sinistra-sinistra), sebbene per ragioni diverse, averlo a Palaz...

La politica anestetizzata che sembrava un male e che invece

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D'estate si sa, la politica sonnecchia e gli argomenti in generale languono. Ricordo che un tempo ci pensava il Bossi a movimentare le estati dei mitici anni '90 come quando durante il primo governo Berlusconi, in canotta e pantaloncini, vagheggiava di eserciti leghisti pronti alla rivolta nelle valli bresciane se il fu Cav. non avesse imboccato decisamente la strada dell'autonomia per il nord. E il solo ricordo è già frescura e sollievo.  A pensarci, che tempi! Eppure era politica pure quella, un po' ruspante - è vero - ma al tempo stesso molto efficace. E che portava con sé, magari senza saperlo, i germi dell'attuale degenerazione fatta, a partire da allora, di gestacci, cadute di stile, urla e sollecitazioni nelle parti basse dell'elettorato. Da quel momento in poi nulla fu come prima e c'è da ammetterlo, il Senatur fissò degli standard che garantirono per imitazione frotte di epigoni, ma difficilmente qualcuno del suo livello.      Basta guardarsi intorn...

Lezioni di politica e dove trovarle

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Penso sappiate quanto io detesti Matteo Renzi. Per ragioni tanto sostanziali quanto epidermiche. E proprio per questo mi rode da morire dover constatare come stia dando l'ennesima lezione di politica al PD e alla sinistra in generale. Ma non solo a loro, se si guarda appena un poco più in là.  Il leader di Italia Viva è quanto di più lontano possa esistere da me in una situazione di "normalità" politica. In un paese diverso, dove non fossero presenti con tanta forza i condizionamenti della dottrina cattolica e i cascami dei conti mai fatti con il fascismo, sarebbe il riferimento della destra moderata e costituzionale.  Ma in un contesto in cui la destra liberale praticamente non è mai esistita e la sinistra è stata egemonizzata per anni dal più grande partito comunista dell'Europa occidentale, non sorprende che un tale profilo sia germogliato in seno al centrosinistra "fuso a freddo" dall'operazione Partito Democratico. Come non sorprende che, dopo un...

Il DDL Zan, la Chiesa e la società aperta

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Sta facendo molto discutere la vicenda legata alla nota verbale che la Segreteria di Stato vaticana ha consegnato all'ambasciatore italiano presso la Santa Sede per denunciare la presunta violazione del concordato ad opera del DDL Zan. Sul punto però ci sono alcuni aspetti che vanno chiariti per cercare di tirare fuori dalla propaganda il dibattito che ne è sorto.  Piaccia o meno, il Vaticano è parte della nostra storia. Lo è su un piano culturale, molto prima che religioso. Ma anche storico e politico, alla luce della continuità territoriale tra i due stati e delle vicende che hanno portato alla loro creazione.  Sul piano del diritto internazionale, dunque, abbiamo due entità statuali indipendenti e sovrane, che hanno regolato la propria convivenza tramite dei trattati. Ma è noto come l'influenza del Vaticano sulla società italiana dipenda anche dalla profonda connessione che c'è tra la dottrina cattolica e la nostra cultura.  Negarlo sarebbe miope. Anche un c...

Dalla rivoluzione al consolato e infine all'impero, passando per il direttorio: la fine dell'era politica a 5 stelle

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Al di là delle convinzioni personali, è doveroso riconoscere che il Movimento 5 Stelle, oltre che un soggetto politico, è stato ed è tutt'ora una sintesi davvero mirabile dei tempi che viviamo, delle loro contraddizioni e delle aspirazioni delle persone che li vivono, anche attraverso le sue trasformazioni.  La sua nascita è legata alla crisi di fiducia verso i partiti e la politica in generale, iniziata subito dopo la fine della Prima Repubblica. Che il sistema politico stesse implodendo era infatti chiaro a tutti già alla fine degli anni '90. Le élite perdevano progressivamente consenso in un sistema che distribuiva loro ingiusti privilegi mentre le classi medie che sino ad allora le avevano elette a loro riferimento scivolavano sempre più verso le paludi della precarietà (se non della povertà), con conseguente perdita di fiducia.  Lo shock finanziario del 2008 e le sue conseguenze hanno fatto il resto, ma nella sostanza si trattava di un'accelerazione di fenomeni già ben...

Equità, efficienza e il significato delle parole

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Equità ed efficienza.  Sono i due parametri utilizzati per valutare le misure di politica economica. In estrema sintesi, sono efficienti quelle che massimizzano la crescita del reddito, indipendentemente da chi ne gode, sono eque quelle che invece tendono a redistribuire la ricchezza. Sono due variabili tendenzialmente in funzione inversa; vale a dire che ciò che fa crescere la ricchezza di norma non è equo nella sua allocazione e viceversa.  Vero è che il paradigma liberista afferma che la crescita del reddito è comunque auspicabile perché alla fine qualcosa in più arriva a tutti, ma gli eventi degli ultimi trenta anni, caratterizzati dalla "dittatura del pensiero liberale", hanno dimostrato come questo non corrisponda esattamente alla realtà. D'altro canto, la metafora del secchio bucato di Okun, secondo la quale il prelievo fiscale dai ricchi verso i poveri disperde più di quello che riesce a portare dove ci sarebbe bisogno, evidenzia chiaramente quali sian...

Chi ha cura della casa di cristallo

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Una casa di cristallo. E' la metafora più bella per evocare le caratteristiche che dovrebbe avere uno Stato sorretto da un regime democratico fondato sulla delega. Un luogo dove ogni decisione è presa, ogni processo è avviato, ogni scelta è fatta in totale trasparenza, dando la possibilità ai deleganti di esercitare il diritto di controllo sull'attuazione del mandato conferito.  E sì che sappiamo anche che è un'utopia, almeno nella versione più pura. Ben che vada, quella casa deve avere qualche stanza buia per garantire quantomeno la sicurezza dello Stato e dei cittadini. Ma al di là di questo non si dovrebbe andare.  È per questa ragione che dobbiamo sapere perché Matteo Renzi abbia incontrato un funzionario dei servizi segreti con uno stato di servizio non proprio immacolato nel parcheggio di un autogrill. Proprio durante un'azione sfiancante di guerriglia politica e mediatica nei confronti di un governo che gli stava andando sempre più stretto. E senza dimenticare ch...

Dispositivi di protezione collettiva, questi sconosciuti

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E' inutile negarlo, è il tema del momento. Dove ti giri senti persone parlare solo di vaccino. Normalissimo, ovviamente. Veniamo da una traversata troppo lunga e buia e non vediamo l'ora di uscirne. Come al solito, però, non manchiamo nemmeno, a tutti i livelli, di dare sfoggio dei nostri vizi più annosi, quelli che ci fanno guardare con sospetto dal resto del mondo e che sono in grado di mettere in discussione tutto, persino l'appartenenza a una comunità.  Gli italiani sono profondamente individualisti. Non c'è nulla di male, ci mancherebbe, è una caratteristica che ha risvolti positivi e negativi, ma che ci connota in maniera evidente. La sua proiezione sono la nostra creatività, le nostre innegabili eccellenze nei c.d. settori di alta gamma, la nostra eleganza, ma anche la capacità di tirarci fuori dai guai con ingegno e scaltrezza. Del resto si tratta di contesti dove il lavoro di squadra, la cooperazione, la fiducia reciproca e la solidarietà servono meno, mentre c...

Il dovere di dimostrarvi che avete sbagliato

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Tra i temi della settimana, è l'arresto degli ex-terroristi rossi rifugiati in Francia quello che più ha sollecitato il mio interesse. Perché in grado di mettere fine a un annoso contenzioso con i cugini d'oltralpe su una questione che oggi può sembrare marginale, e che tale non è, né è mai stata. Ma anche perché rappresenta l'occasione per fare una veloce incursione sullo stato di salute della nostra democrazia sostanziale.  La Francia, come è noto, è stata la patria dei terroristi rossi braccati dalla giustizia italiana, soprattutto a partire dagli anni '80. Ciò fu possibile grazie ad una prassi nella concessione del diritto di asilo e ad una giurisprudenza sul diniego delle richieste di estradizione, ispirate dalla proposizione dell'allora presidente francese Mitterand, secondo la quale era doveroso fornire riparo a chi avesse commesso reati politici, di qualunque "colore" fosse la loro militanza, soprattutto se il paese che li ricercava non avesse bril...

Grillo, la nemesi perfetta del giustizialismo un tanto al chilo (ovvero pure Robespierre ha perso la testa)

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Ha fatto molto discutere questa settimana il video di Beppe Grillo in difesa del figlio Ciro accusato di violenza sessuale. Ebbene, diciamolo subito e in maniera chiara: quel video fa letteralmente schifo. E' infatti un condensato di quei luoghi comuni che ancora oggi rendono difficoltoso il percorso di denuncia delle donne vittime di violenza.  Su questo tema si potrebbero dire e scrivere milioni di parole, ma in gran parte sono già state dette e scritte e anche per questo il video fa più male: andare avanti è infatti ancora più difficile quando a rilanciare i vecchi e maleodoranti stereotipi maschilisti è il leader della forza politica di maggioranza relativa del nostro paese.  Ma è forse proprio questo che deve far più riflettere, perché questo leader e questa maggioranza, non solo politica ma anche culturale, del paese reale sono lo specchio di un sentimento tutto italiano, pronto ad indignarsi immediatamente per la malefatta altrui ma altrettanto veloce ad autoassolversi ...

Ricominciare, con responsabilità

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Ieri, dopo quasi un anno e mezzo ho rimesso la testa sotto l'acqua. E anche se l'ultima volta era stata in un mare tropicale, ieri mattina il lago di Posta Fibreno - acqua limpida ma freddissima - era più bello e accogliente del Mar Rosso ad agosto. La verità è che avevo bisogno di ricominciare, ripartire. Ed è come se quel tuffo in un freddo lago pedemontano abbia fatto saltare il blocco di un canale ostruito, liberando l'energia compressa da un anno di paura, ansia e isolamento. Il messaggio che media, governo e commentatori vari stanno cercando di far passare negli ultimi giorni è di speranza. Non so quanto sia fondata, c'è chi dice che di scientifico ci sia poco, ma ne ho davvero bisogno, come credo ne abbiano un po' tutti.  Voglio e vogliamo tornare a fare una passeggiata, mangiare un gelato o una pizza in compagnia, prendere un caffè al bar o fare un aperitivo con gli amici, dedicarci ad un hobby o a uno sport.  Chi ci governa sta facendo una scommessa. Sta pu...

Erdogan: dittatore del Mediterraneo?

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Ha fatto discutere nei giorni scorsi l'affermazione del nostro Presidente del Consiglio, ad alcuni apparsa un po' avventata, che ha definito il Presidente della Turchia "un dittatore". Le interpretazioni che si sono susseguite sono state le più disparate: "si è fatto scappare una cosa che pensano tutti ma che era meglio tacere", "ha fatto bene", "dittatore non è la definizione più corretta" e così via. Sono tra quelli che considerano Mario Draghi una delle personalità di maggiore spicco che l'Italia abbia prodotto negli ultimi, invero un poco desolanti, trent'anni. E sono dunque convinto che dietro a quell'uscita, proferita con una naturalezza quasi colloquiale ci sia molto di più di quanto appare. La classica punta dell'iceberg, che nasconde la volontà dell'Italia di riappropriarsi di un ruolo adeguato nello scenario del Mediterraneo, teatro di uno scontro ormai evidente tra due potenze che aspirano ad un ruolo da pro...

Perché Michel non si è alzato

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Sta facendo molto discutere il trattamento riservato da Erdogan a Von der Leyen in occasione dell'incontro tra i vertici delle Unione Europea e il governo turco, tenutosi ad Ankara ieri.  Al di là della spiacevolezza in sé dell'incidente e di quanto esso sia stato davvero voluto da Erdogan a significare il suo approccio al tema della parità di genere (sul punto a mio avviso è molto più significativo il ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul), molti sono stati colpiti dall'assenza di reazioni da parte dell'altro rappresentante delle istituzioni europee, Charles Michel, reo, a detta di molti commentatori, di non aver ceduto il suo posto alla collega per rappresentare in maniera plateale la censura europea a un siffatto sgarbo.  Ora, io resto fermamente convinto che le questioni di genere siano una delle priorità da affrontare, non solo in Turchia e in generale nel mondo musulmano, dove la donna ha oggettivamente un trattamento inaccettabile, ma anche in Europa...

La lezione dei vaccini

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Forse è inutile ripetersi, ma questo è stato davvero un anno epocale. Di quelli che, appunto, segnano le epoche, da "prima" a "dopo". Abbiamo infatti imparato a lavorare da casa. A fare le videochiamate. A fare il pane e la pizza, salvo intasare le file del Mc Drive appena hanno riaperto i ristoranti.  Anche le filiere produttive globali si sono riorganizzate secondo nuovi modelli e soprattutto nuove priorità. Al criterio del minimo costo si è sostituito quello del controllo della produzione per quei beni divenuti strategici. Fino a un anno fa i produttori di mascherine, ad esempio, erano quasi tutti localizzati nei paesi emergenti. Oggi questi dispositivi vengono prodotti sotto casa nostra. I vaccini, la ricerca, ma soprattutto la capacità produttiva ad essi connesse, soggiacevano a logiche insediative tutte dettate da esigenze di massimizzazione della specializzazione produttiva. Dal prossimo anno dovremmo essere in grado di produrre anche i vaccini nel nostro cor...