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Il Parlamento italiano e il green pass: strana storia di un cortocircuito istituzionale (e di uno personale)

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Di green pass ormai si sente parlare dappertutto e se già ora rappresenta il lasciapassare per l'accesso in contesti ludico-ricreativi (ristoranti, cinema, stadi, etc) a quanto pare a breve non si potrà entrare praticamente da nessuna parte - in primis nel luogo di lavoro - senza questo benedetto certificato. Con una sola eccezione, almeno sinora, vale a dire in parlamento.  Eh sì, perché - battute sull'associazione tra camere legislative e lavoro a parte - almeno sino a quando gli onorevoli deputati e senatori non delibereranno l'obbligo per sé stessi, l'accesso ai rispettivi emicicli non sarà in alcun modo limitato. E questo perché - come credo tutti sappiano - nel nostro ordinamento il parlamento è sovrano, e non solo a chiacchiere, e pertanto decide da sé in merito al suo funzionamento, senza che nessun altro possa ingerirsi al riguardo.  La questione assume i contorni del paradosso anche a causa del fatto che gli attuali obblighi in materia hanno viaggiato tutti ...

Ricominciare, con responsabilità

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Ieri, dopo quasi un anno e mezzo ho rimesso la testa sotto l'acqua. E anche se l'ultima volta era stata in un mare tropicale, ieri mattina il lago di Posta Fibreno - acqua limpida ma freddissima - era più bello e accogliente del Mar Rosso ad agosto. La verità è che avevo bisogno di ricominciare, ripartire. Ed è come se quel tuffo in un freddo lago pedemontano abbia fatto saltare il blocco di un canale ostruito, liberando l'energia compressa da un anno di paura, ansia e isolamento. Il messaggio che media, governo e commentatori vari stanno cercando di far passare negli ultimi giorni è di speranza. Non so quanto sia fondata, c'è chi dice che di scientifico ci sia poco, ma ne ho davvero bisogno, come credo ne abbiano un po' tutti.  Voglio e vogliamo tornare a fare una passeggiata, mangiare un gelato o una pizza in compagnia, prendere un caffè al bar o fare un aperitivo con gli amici, dedicarci ad un hobby o a uno sport.  Chi ci governa sta facendo una scommessa. Sta pu...

La lezione dei vaccini

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Forse è inutile ripetersi, ma questo è stato davvero un anno epocale. Di quelli che, appunto, segnano le epoche, da "prima" a "dopo". Abbiamo infatti imparato a lavorare da casa. A fare le videochiamate. A fare il pane e la pizza, salvo intasare le file del Mc Drive appena hanno riaperto i ristoranti.  Anche le filiere produttive globali si sono riorganizzate secondo nuovi modelli e soprattutto nuove priorità. Al criterio del minimo costo si è sostituito quello del controllo della produzione per quei beni divenuti strategici. Fino a un anno fa i produttori di mascherine, ad esempio, erano quasi tutti localizzati nei paesi emergenti. Oggi questi dispositivi vengono prodotti sotto casa nostra. I vaccini, la ricerca, ma soprattutto la capacità produttiva ad essi connesse, soggiacevano a logiche insediative tutte dettate da esigenze di massimizzazione della specializzazione produttiva. Dal prossimo anno dovremmo essere in grado di produrre anche i vaccini nel nostro cor...