I tre moschettieri e le verdi speranze
Divaghiamo un po’. Mi stuzzicano tanti argomenti, potenzialmente pure belli gravidi di polemiche e fastidi, ma fa caldo e non mi va. E allora che si fa? Parliamo di un’altra delle mie passioni, un po’ sottotraccia, ma non meno appassionante di altre. Il tennis, appunto. Sport che ho praticato con discontinuità da ragazzino, con esiti tutt’altro che memorabili, ma che da sempre seguo in tv. Il "la" me lo dà Matteo Berrettini, fresco vincitore del suo quinto torneo ATP, il più importante tra quelli sinora conquistati, vale a dire il Queen’s, un ATP 500 (terza categoria per importanza, dopo gli Slam e gli ATP 1000), ma soprattutto l’antipasto del torneo dei tornei, The Championships, meglio conosciuto come Wimbledon. In verità Berrettini è al momento il vertice di un movimento che così forte non lo è mai stato, forse nemmeno ai tempi di Panatta, Barazzutti e Bertolucci. Magari esagero, perché Panatta vinse Roma e Parigi, Barazzutti fece un paio di semifinali negli Slam e tutti ...