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Il Tax gap italiano e i paradossi dell'evasione fiscale - Parte 2

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Nella prima parte di questo post ho analizzato in maniera semplificata la struttura dell'evasione fiscale italiana. Vediamo in sintesi qual è (stata) la risposta dello stato e i paradossi connessi.  Il primo tentativo è stato fatto con la determinazione su base presuntiva dei redditi, i famigerati studi di settore, oggi sostituiti dagli altrettanto famigerati indicatori sintetici di affidabilità. Questo passaggio è stato necessario quando ci si è resi conto che controllare analiticamente sul posto la miriade di contribuenti italiani è tecnicamente impossibile. O meglio, possibile ma ad un costo che avrebbe di gran lunga superato il recupero di gettito.  C'è voluto poi un po' di tempo, ma il piccolo contribuente ha capito che non aveva più senso caricare il proprio conto economico di fatture di acquisto e non fatturare nemmeno un euro di ricavi, dichiarando così imponibili nulli e crediti IVA abnormi (magari da chiedere a rimborso), contando, nel tenere questo comportament...

Il Tax gap italiano e i paradossi dell'evasione fiscale - Parte 1

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Dopo i post "emotivi" è doveroso rimettere la chiesa al centro del villaggio e tornare ad essere almeno un filo fastidioso. Dunque, ecco che oggi voglio parlare di Tax Gap e dei paradossi che genera l'evasione fiscale.  Qualcuno, giustamente, si chiederà: "e che caz..'è 'sto tax gap ?". Abbastanza semplice: l'ammontare delle tasse e dei contributi che annualmente vengono evasi. A quanto ammonta? In media nel nostro paese a 110 miliardi. Si tratta di un importo notevole, se pensiamo che il totale delle entrate tributarie e contributive in Italia si aggira intorno ai 730 miliardi. Lo spunto per questo post me lo ha dato il risultato di una recente ricerca della Berkeley university secondo la quale l'ammontare delle imposte non pagate in Italia dalle aziende multinazionali è di circa 23 miliardi. Ma soprattutto, gli esiti del G7 dei ministri delle finanze di ieri a Londra che ha abbozzato un accordo per una riforma della tassazione delle imprese mu...

Equità, efficienza e il significato delle parole

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Equità ed efficienza.  Sono i due parametri utilizzati per valutare le misure di politica economica. In estrema sintesi, sono efficienti quelle che massimizzano la crescita del reddito, indipendentemente da chi ne gode, sono eque quelle che invece tendono a redistribuire la ricchezza. Sono due variabili tendenzialmente in funzione inversa; vale a dire che ciò che fa crescere la ricchezza di norma non è equo nella sua allocazione e viceversa.  Vero è che il paradigma liberista afferma che la crescita del reddito è comunque auspicabile perché alla fine qualcosa in più arriva a tutti, ma gli eventi degli ultimi trenta anni, caratterizzati dalla "dittatura del pensiero liberale", hanno dimostrato come questo non corrisponda esattamente alla realtà. D'altro canto, la metafora del secchio bucato di Okun, secondo la quale il prelievo fiscale dai ricchi verso i poveri disperde più di quello che riesce a portare dove ci sarebbe bisogno, evidenzia chiaramente quali sian...