Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Sport

Una nuova cultura della sconfitta e del confronto con i nostri limiti (e non solo)

Immagine
Ricordo perfettamente la prima volta che vidi Simone Biles. Era il 2016 e si stavano svolgendo i giochi olimpici di Rio. Stavo facendo zapping per trovare qualcosa di interessante quando mi ritrovai di fronte questa ragazza: piccolina - come tutte le ginnaste - ma dal fisico per nulla sinuoso, anzi tozzo e muscoloso. E poi il trucco pesante, quell'ombretto celeste esagerato, cosparso di netto quasi fosse vernice di guerra, non sul volto di un indiano, ma su quello di una piccola donna dai lineamenti tipicamente afroamericani che pareva uscita direttamente da un telefilm (sì, si chiamavano proprio così) degli anni '70.  Ricordo anche che da perfetto spettatore medio dei giochi olimpici di lei non sapevo nulla. L'ultima ginnasta di cui ricordavo il nome, a parte i nostri recenti Chechi, Ferrari e Cassina, era la mitica Comaneci, ma solo per sentito dire, essendo io troppo giovane (eh già!) per averla vista in azione. Dunque tra me e me pensai - da beato ignorante - "ma d...

Il pagellone di Euro 2020

Immagine
  Di seguito le mie modeste e come al solito non richieste valutazioni su squadre, personaggi e momenti topici dell’ultimo campionato europeo di calcio. Luis Enrique, voto 10 : se si potesse riassumere in un libretto delle istruzioni lo spirito con cui un vero uomo, non solo di sport, affronta le vicende della vita – fatta ineluttabilmente di vittorie e sconfitte, altari e polvere, gioia e dolore – questo avrebbe nella sezione “esempi pratici” l’approccio del commissario tecnico della Spagna alla sconfitta con l’Italia, ma non solo. Sincero rispetto per l’avversario - seppur visibilmente inferiore e fortunato - capacità di accettare la sconfitta come una dignitosa possibilità, riservatezza e compostezza nell’affrontare le tragedie vere della vita. Rivincita del fair play in salsa latina, altro che inglesi. I soccorsi di Copenaghen, voto 9 : se Christian Eriksen è ancora in vita e può addirittura pensare di riprendere la carriera agonistica (in verità l’ultimo dei problemi) lo d...

I tre moschettieri e le verdi speranze

Immagine
Divaghiamo un po’. Mi stuzzicano tanti argomenti, potenzialmente pure belli gravidi di polemiche e fastidi, ma fa caldo e non mi va. E allora che si fa? Parliamo di un’altra delle mie passioni, un po’ sottotraccia, ma non meno appassionante di altre. Il tennis, appunto. Sport che ho praticato con discontinuità da ragazzino, con esiti tutt’altro che memorabili, ma che da sempre seguo in tv.  Il "la" me lo dà Matteo Berrettini, fresco vincitore del suo quinto torneo ATP, il più importante tra quelli sinora conquistati, vale a dire il Queen’s, un ATP 500 (terza categoria per importanza, dopo gli Slam e gli ATP 1000), ma soprattutto l’antipasto del torneo dei tornei, The Championships, meglio conosciuto come Wimbledon. In verità Berrettini è al momento il vertice di un movimento che così forte non lo è mai stato, forse nemmeno ai tempi di Panatta, Barazzutti e Bertolucci. Magari esagero, perché Panatta vinse Roma e Parigi, Barazzutti fece un paio di semifinali negli Slam e tutti ...

Il ritorno di José

Immagine
"Certi amori non finiscono/fanno dei giri immensi e poi ritornano"  Gli abusati versi dell'Antonello nazionale mi sembrano la citazione più adatta per aprire il commento a quella che è davvero una notizia-bomba. Sì, lo so, c'è stato ben altro e anche di ben più grave, ma come ho già avuto modo di dire il calcio rappresenta una via di fuga importantissima, necessaria a dar corso ai necessari sfoghi che la pesante realtà ci impone.  Da juventino detesto profondamente Mourinho. Ma anche a giudicarlo con distacco calcistico devo  constatare la sua appartenenza a quella risma di gente antipatica, iper-competitiva e soprattutto fondamentalmente scorretta che mette al servizio della vittoria ogni mezzo - sempre lecito, ci mancherebbe - ma spesso confinante col cattivo gusto e l'immoralità, se non apertamente tale.   Ma che sia un personaggio - e che personaggio! - non c'è bisogno che sia io a ribadirlo. E soprattutto in un campionato come il nostro, divenuto ormai pe...

L'inizio della fine

Immagine
Vi siete mai chiesti, magari dopo la fine di una storia d'amore o di un'amicizia, quando fosse iniziato il declino? Magari per rintracciare il germe che ha dato l'avvio agli ultimi giri di giostra o per analizzare gli errori fatti da non ripetere alla prossima occasione?   Tra le mie passioni il calcio è quella più irrazionale e di cui oggi forse mi vergogno pure un po'. La considero infatti una zona franca della mia esistenza in cui poter dare sfogo alle nevrosi più infantili, consapevole di alimentare in questo modo un sistema che dà da mangiare, e pure molto bene, nella quasi totalità dei casi a dei perfetti cretini. Sono pure, tra i tifosi, quello che più facilmente trova in pari misura sodali e nemici (perdonatemi la terminologia, ma da buon italiano vado ad una partita di calcio come a una guerra, parafrasando Churchill), tifando per la squadra che in Italia può vantare più scudetti, supporter e denigratori di ogni altra, nonostante io rifugga di norma in egual mo...