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Visualizzazione dei post con l'etichetta Costituzione

Nessuno tocchi Caino

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Quello delle violenze in ambito carcerario è un tema difficile, me ne rendo conto, e per niente popolare. Però, parafrasando la ministra Cartabia, lì dentro c’è un pezzo della nostra Costituzione – e dunque della nostra democrazia – che non può essere calpestato.   In prigione ci si va perché si è violata una norma penale; la detenzione rappresenta infatti la reazione del nostro ordinamento ad una condotta antisociale, anche se oggigiorno privare della libertà un cittadino è considerato un atto estremo, riservato solo a casi gravi o molto gravi. Ciò non toglie che anche a favore di queste persone valga il principio proprio di uno stato di diritto secondo il quale tutti gli organi dello stato debbono agire nel rispetto della legge. Tra queste leggi, la più importante applicabile al caso di cui parliamo è quella contenente il principio di cui al comma 3 dell'articolo 27 della Costituzione, secondo il quale " le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di ...

Chi ha cura della casa di cristallo

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Una casa di cristallo. E' la metafora più bella per evocare le caratteristiche che dovrebbe avere uno Stato sorretto da un regime democratico fondato sulla delega. Un luogo dove ogni decisione è presa, ogni processo è avviato, ogni scelta è fatta in totale trasparenza, dando la possibilità ai deleganti di esercitare il diritto di controllo sull'attuazione del mandato conferito.  E sì che sappiamo anche che è un'utopia, almeno nella versione più pura. Ben che vada, quella casa deve avere qualche stanza buia per garantire quantomeno la sicurezza dello Stato e dei cittadini. Ma al di là di questo non si dovrebbe andare.  È per questa ragione che dobbiamo sapere perché Matteo Renzi abbia incontrato un funzionario dei servizi segreti con uno stato di servizio non proprio immacolato nel parcheggio di un autogrill. Proprio durante un'azione sfiancante di guerriglia politica e mediatica nei confronti di un governo che gli stava andando sempre più stretto. E senza dimenticare ch...

Il dovere di dimostrarvi che avete sbagliato

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Tra i temi della settimana, è l'arresto degli ex-terroristi rossi rifugiati in Francia quello che più ha sollecitato il mio interesse. Perché in grado di mettere fine a un annoso contenzioso con i cugini d'oltralpe su una questione che oggi può sembrare marginale, e che tale non è, né è mai stata. Ma anche perché rappresenta l'occasione per fare una veloce incursione sullo stato di salute della nostra democrazia sostanziale.  La Francia, come è noto, è stata la patria dei terroristi rossi braccati dalla giustizia italiana, soprattutto a partire dagli anni '80. Ciò fu possibile grazie ad una prassi nella concessione del diritto di asilo e ad una giurisprudenza sul diniego delle richieste di estradizione, ispirate dalla proposizione dell'allora presidente francese Mitterand, secondo la quale era doveroso fornire riparo a chi avesse commesso reati politici, di qualunque "colore" fosse la loro militanza, soprattutto se il paese che li ricercava non avesse bril...