Nessuno tocchi Caino
Quello delle violenze in ambito carcerario è un tema difficile, me ne rendo conto, e per niente popolare. Però, parafrasando la ministra Cartabia, lì dentro c’è un pezzo della nostra Costituzione – e dunque della nostra democrazia – che non può essere calpestato. In prigione ci si va perché si è violata una norma penale; la detenzione rappresenta infatti la reazione del nostro ordinamento ad una condotta antisociale, anche se oggigiorno privare della libertà un cittadino è considerato un atto estremo, riservato solo a casi gravi o molto gravi. Ciò non toglie che anche a favore di queste persone valga il principio proprio di uno stato di diritto secondo il quale tutti gli organi dello stato debbono agire nel rispetto della legge. Tra queste leggi, la più importante applicabile al caso di cui parliamo è quella contenente il principio di cui al comma 3 dell'articolo 27 della Costituzione, secondo il quale " le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di ...