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Visualizzazione dei post con l'etichetta Attualità

Quello che unisce Mario Magnotta e Greta Thunberg

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Nel celeberrimo scherzo telefonico ai suoi danni, il mitico Mario Magnotta ad un certo punto sbottava: " Io la lavatrice la pagai nel 1981 [...] 480mila lire e l'ho pagata! ". Tradotto l'importo in euro e rivalutato ad oggi, al buon Magnotta la lavatrice costò - centesimo più, centesimo meno - la bellezza di 1.113 euro (calcolo effettuato sul sito ISTAT). Se ora provate a googlare "lavatrice in offerta", nelle anteprime dei risultati la più costosa risulterà essere, oggi 4 novembre 2021 quarant'anni dopo l'acquisto più incauto della storia, una Bosch Serie 6 che potete portare a casa vostra al prezzo di 379,90 euro. Circa un terzo. Non male, direi. E anche a pagarla a prezzo pieno, vale a dire il doppio, dunque circa 760 euro, risparmiereste un buon trenta per cento rispetto a quanto speso da Magnotta. Occorre partire da qui, a mio sommesso avviso, per provare a capire un po' meglio il vero quadro degli interessi in gioco nei vari consessi dove ...

L'occasione che ci fornisce la vicenda Morisi

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I social e i siti di informazione sono pieni di analisi sulla vicenda di cronaca che ha interessato Luca Morisi e io non aggiungerò la mia. Soprattutto non voglio occuparmi di questioni che hanno a che fare con la sfera personale di chicchessia, visto che non sono mai stato né contro il sesso a pagamento tra adulti consenzienti né all'uso di droghe di ogni tipo. Su questo punto davvero per me ognuno fa quel che crede, ovviamente nei limiti in cui tali pratiche non abbiano ricadute sulla vita, la sicurezza e la libertà altrui.   Non è dunque la dimensione privata della questione che mi interessa, né l'ipocrisia e il doppio fondo morale dello spin doctor . E' invece la ricaduta sulla politica del diritto quella sulla quale l'attenzione va portata perché è qui, a mio avviso, che deve essere fatto lo sforzo maggiore per separare il grano dal loglio e comprendere come certi moralismi relativi alle inclinazioni individuali siano ormai deleteri per una società moderna come la ...

Quello che davvero non va nelle affermazioni di Barbara Palombelli

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Il dibattito sulle dichiarazioni di Palombelli relative alla necessità di comprendere lo stato d'animo degli uomini violenti ha ovviamente scoperchiato una cloaca da cui sta uscendo un po' di tutto e mi domando se questo sia davvero un bene per chi come me crede che quelle dichiarazioni siano profondamente sbagliate.  Forse, e ripeto forse, il Palombelli-pensiero andrebbe letto, nella sua versione progressivamente raffinata a seguito delle successive precisazioni, con minore foga e con un poco più di lucidità; non per giustificarlo o dargli la patente di pensiero condivisibile, ma quantomeno per capire quale sia il brodo di coltura all'interno del quale questo tipo di sintesi trovano luogo ideale di proliferazione e poi si muovano verso l'esterno.  Non c'è dubbio che quanto affermato da Palombelli vada respinto in toto e senza appello. Questo per dissipare qualsiasi dubbio sui miei punti di partenza. Ma trovo profondamente sbagliato, non solo per una questione di d...

Il Parlamento italiano e il green pass: strana storia di un cortocircuito istituzionale (e di uno personale)

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Di green pass ormai si sente parlare dappertutto e se già ora rappresenta il lasciapassare per l'accesso in contesti ludico-ricreativi (ristoranti, cinema, stadi, etc) a quanto pare a breve non si potrà entrare praticamente da nessuna parte - in primis nel luogo di lavoro - senza questo benedetto certificato. Con una sola eccezione, almeno sinora, vale a dire in parlamento.  Eh sì, perché - battute sull'associazione tra camere legislative e lavoro a parte - almeno sino a quando gli onorevoli deputati e senatori non delibereranno l'obbligo per sé stessi, l'accesso ai rispettivi emicicli non sarà in alcun modo limitato. E questo perché - come credo tutti sappiano - nel nostro ordinamento il parlamento è sovrano, e non solo a chiacchiere, e pertanto decide da sé in merito al suo funzionamento, senza che nessun altro possa ingerirsi al riguardo.  La questione assume i contorni del paradosso anche a causa del fatto che gli attuali obblighi in materia hanno viaggiato tutti ...

Una nuova cultura della sconfitta e del confronto con i nostri limiti (e non solo)

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Ricordo perfettamente la prima volta che vidi Simone Biles. Era il 2016 e si stavano svolgendo i giochi olimpici di Rio. Stavo facendo zapping per trovare qualcosa di interessante quando mi ritrovai di fronte questa ragazza: piccolina - come tutte le ginnaste - ma dal fisico per nulla sinuoso, anzi tozzo e muscoloso. E poi il trucco pesante, quell'ombretto celeste esagerato, cosparso di netto quasi fosse vernice di guerra, non sul volto di un indiano, ma su quello di una piccola donna dai lineamenti tipicamente afroamericani che pareva uscita direttamente da un telefilm (sì, si chiamavano proprio così) degli anni '70.  Ricordo anche che da perfetto spettatore medio dei giochi olimpici di lei non sapevo nulla. L'ultima ginnasta di cui ricordavo il nome, a parte i nostri recenti Chechi, Ferrari e Cassina, era la mitica Comaneci, ma solo per sentito dire, essendo io troppo giovane (eh già!) per averla vista in azione. Dunque tra me e me pensai - da beato ignorante - "ma d...

La libertà e il valore della vita

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Giorni fa ricordavo l'importanza dell'applicazione della legge penale secondo i principi costituzionali e lo facevo in un contesto scomodo, a favore di soggetti in genere poco amati - i carcerati - e probabilmente dell'uomo attualmente più antipatico d'Italia, vale a dire Cesare Battisti.  La realtà è che un principio vale sempre, a meno che nel caso concreto non ne incontri un altro maggiormente cogente al quale deve lasciare, in tutto o in parte, il passo. Così oggi ci troviamo di fronte ad un altro evento che ci obbliga a confrontarci con questi principi, vale a dire quello che ha coinvolto l'assessore leghista di Voghera, avv. Adriatici e il senza tetto marocchino Youns el Boussettaoui.  Partiamo col dire che vale sempre e comunque la presunzione di innocenza. Vero è che a terra c'è un morto ammazzato - ed è un dato di fatto - e che a quanto pare sia tale a causa di un colpo partito dalla pistola dell'assessore. Dunque si tratta di un omicidio. Quel che ...

Nessuno tocchi Caino

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Quello delle violenze in ambito carcerario è un tema difficile, me ne rendo conto, e per niente popolare. Però, parafrasando la ministra Cartabia, lì dentro c’è un pezzo della nostra Costituzione – e dunque della nostra democrazia – che non può essere calpestato.   In prigione ci si va perché si è violata una norma penale; la detenzione rappresenta infatti la reazione del nostro ordinamento ad una condotta antisociale, anche se oggigiorno privare della libertà un cittadino è considerato un atto estremo, riservato solo a casi gravi o molto gravi. Ciò non toglie che anche a favore di queste persone valga il principio proprio di uno stato di diritto secondo il quale tutti gli organi dello stato debbono agire nel rispetto della legge. Tra queste leggi, la più importante applicabile al caso di cui parliamo è quella contenente il principio di cui al comma 3 dell'articolo 27 della Costituzione, secondo il quale " le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di ...

Il DDL Zan, la Chiesa e la società aperta

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Sta facendo molto discutere la vicenda legata alla nota verbale che la Segreteria di Stato vaticana ha consegnato all'ambasciatore italiano presso la Santa Sede per denunciare la presunta violazione del concordato ad opera del DDL Zan. Sul punto però ci sono alcuni aspetti che vanno chiariti per cercare di tirare fuori dalla propaganda il dibattito che ne è sorto.  Piaccia o meno, il Vaticano è parte della nostra storia. Lo è su un piano culturale, molto prima che religioso. Ma anche storico e politico, alla luce della continuità territoriale tra i due stati e delle vicende che hanno portato alla loro creazione.  Sul piano del diritto internazionale, dunque, abbiamo due entità statuali indipendenti e sovrane, che hanno regolato la propria convivenza tramite dei trattati. Ma è noto come l'influenza del Vaticano sulla società italiana dipenda anche dalla profonda connessione che c'è tra la dottrina cattolica e la nostra cultura.  Negarlo sarebbe miope. Anche un c...

Il Tax gap italiano e i paradossi dell'evasione fiscale - Parte 2

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Nella prima parte di questo post ho analizzato in maniera semplificata la struttura dell'evasione fiscale italiana. Vediamo in sintesi qual è (stata) la risposta dello stato e i paradossi connessi.  Il primo tentativo è stato fatto con la determinazione su base presuntiva dei redditi, i famigerati studi di settore, oggi sostituiti dagli altrettanto famigerati indicatori sintetici di affidabilità. Questo passaggio è stato necessario quando ci si è resi conto che controllare analiticamente sul posto la miriade di contribuenti italiani è tecnicamente impossibile. O meglio, possibile ma ad un costo che avrebbe di gran lunga superato il recupero di gettito.  C'è voluto poi un po' di tempo, ma il piccolo contribuente ha capito che non aveva più senso caricare il proprio conto economico di fatture di acquisto e non fatturare nemmeno un euro di ricavi, dichiarando così imponibili nulli e crediti IVA abnormi (magari da chiedere a rimborso), contando, nel tenere questo comportament...

Dalla rivoluzione al consolato e infine all'impero, passando per il direttorio: la fine dell'era politica a 5 stelle

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Al di là delle convinzioni personali, è doveroso riconoscere che il Movimento 5 Stelle, oltre che un soggetto politico, è stato ed è tutt'ora una sintesi davvero mirabile dei tempi che viviamo, delle loro contraddizioni e delle aspirazioni delle persone che li vivono, anche attraverso le sue trasformazioni.  La sua nascita è legata alla crisi di fiducia verso i partiti e la politica in generale, iniziata subito dopo la fine della Prima Repubblica. Che il sistema politico stesse implodendo era infatti chiaro a tutti già alla fine degli anni '90. Le élite perdevano progressivamente consenso in un sistema che distribuiva loro ingiusti privilegi mentre le classi medie che sino ad allora le avevano elette a loro riferimento scivolavano sempre più verso le paludi della precarietà (se non della povertà), con conseguente perdita di fiducia.  Lo shock finanziario del 2008 e le sue conseguenze hanno fatto il resto, ma nella sostanza si trattava di un'accelerazione di fenomeni già ben...

Il Tax gap italiano e i paradossi dell'evasione fiscale - Parte 1

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Dopo i post "emotivi" è doveroso rimettere la chiesa al centro del villaggio e tornare ad essere almeno un filo fastidioso. Dunque, ecco che oggi voglio parlare di Tax Gap e dei paradossi che genera l'evasione fiscale.  Qualcuno, giustamente, si chiederà: "e che caz..'è 'sto tax gap ?". Abbastanza semplice: l'ammontare delle tasse e dei contributi che annualmente vengono evasi. A quanto ammonta? In media nel nostro paese a 110 miliardi. Si tratta di un importo notevole, se pensiamo che il totale delle entrate tributarie e contributive in Italia si aggira intorno ai 730 miliardi. Lo spunto per questo post me lo ha dato il risultato di una recente ricerca della Berkeley university secondo la quale l'ammontare delle imposte non pagate in Italia dalle aziende multinazionali è di circa 23 miliardi. Ma soprattutto, gli esiti del G7 dei ministri delle finanze di ieri a Londra che ha abbozzato un accordo per una riforma della tassazione delle imprese mu...

Equità, efficienza e il significato delle parole

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Equità ed efficienza.  Sono i due parametri utilizzati per valutare le misure di politica economica. In estrema sintesi, sono efficienti quelle che massimizzano la crescita del reddito, indipendentemente da chi ne gode, sono eque quelle che invece tendono a redistribuire la ricchezza. Sono due variabili tendenzialmente in funzione inversa; vale a dire che ciò che fa crescere la ricchezza di norma non è equo nella sua allocazione e viceversa.  Vero è che il paradigma liberista afferma che la crescita del reddito è comunque auspicabile perché alla fine qualcosa in più arriva a tutti, ma gli eventi degli ultimi trenta anni, caratterizzati dalla "dittatura del pensiero liberale", hanno dimostrato come questo non corrisponda esattamente alla realtà. D'altro canto, la metafora del secchio bucato di Okun, secondo la quale il prelievo fiscale dai ricchi verso i poveri disperde più di quello che riesce a portare dove ci sarebbe bisogno, evidenzia chiaramente quali sian...

Chi ha cura della casa di cristallo

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Una casa di cristallo. E' la metafora più bella per evocare le caratteristiche che dovrebbe avere uno Stato sorretto da un regime democratico fondato sulla delega. Un luogo dove ogni decisione è presa, ogni processo è avviato, ogni scelta è fatta in totale trasparenza, dando la possibilità ai deleganti di esercitare il diritto di controllo sull'attuazione del mandato conferito.  E sì che sappiamo anche che è un'utopia, almeno nella versione più pura. Ben che vada, quella casa deve avere qualche stanza buia per garantire quantomeno la sicurezza dello Stato e dei cittadini. Ma al di là di questo non si dovrebbe andare.  È per questa ragione che dobbiamo sapere perché Matteo Renzi abbia incontrato un funzionario dei servizi segreti con uno stato di servizio non proprio immacolato nel parcheggio di un autogrill. Proprio durante un'azione sfiancante di guerriglia politica e mediatica nei confronti di un governo che gli stava andando sempre più stretto. E senza dimenticare ch...

Dispositivi di protezione collettiva, questi sconosciuti

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E' inutile negarlo, è il tema del momento. Dove ti giri senti persone parlare solo di vaccino. Normalissimo, ovviamente. Veniamo da una traversata troppo lunga e buia e non vediamo l'ora di uscirne. Come al solito, però, non manchiamo nemmeno, a tutti i livelli, di dare sfoggio dei nostri vizi più annosi, quelli che ci fanno guardare con sospetto dal resto del mondo e che sono in grado di mettere in discussione tutto, persino l'appartenenza a una comunità.  Gli italiani sono profondamente individualisti. Non c'è nulla di male, ci mancherebbe, è una caratteristica che ha risvolti positivi e negativi, ma che ci connota in maniera evidente. La sua proiezione sono la nostra creatività, le nostre innegabili eccellenze nei c.d. settori di alta gamma, la nostra eleganza, ma anche la capacità di tirarci fuori dai guai con ingegno e scaltrezza. Del resto si tratta di contesti dove il lavoro di squadra, la cooperazione, la fiducia reciproca e la solidarietà servono meno, mentre c...

Il ritorno di José

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"Certi amori non finiscono/fanno dei giri immensi e poi ritornano"  Gli abusati versi dell'Antonello nazionale mi sembrano la citazione più adatta per aprire il commento a quella che è davvero una notizia-bomba. Sì, lo so, c'è stato ben altro e anche di ben più grave, ma come ho già avuto modo di dire il calcio rappresenta una via di fuga importantissima, necessaria a dar corso ai necessari sfoghi che la pesante realtà ci impone.  Da juventino detesto profondamente Mourinho. Ma anche a giudicarlo con distacco calcistico devo  constatare la sua appartenenza a quella risma di gente antipatica, iper-competitiva e soprattutto fondamentalmente scorretta che mette al servizio della vittoria ogni mezzo - sempre lecito, ci mancherebbe - ma spesso confinante col cattivo gusto e l'immoralità, se non apertamente tale.   Ma che sia un personaggio - e che personaggio! - non c'è bisogno che sia io a ribadirlo. E soprattutto in un campionato come il nostro, divenuto ormai pe...

Grillo, la nemesi perfetta del giustizialismo un tanto al chilo (ovvero pure Robespierre ha perso la testa)

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Ha fatto molto discutere questa settimana il video di Beppe Grillo in difesa del figlio Ciro accusato di violenza sessuale. Ebbene, diciamolo subito e in maniera chiara: quel video fa letteralmente schifo. E' infatti un condensato di quei luoghi comuni che ancora oggi rendono difficoltoso il percorso di denuncia delle donne vittime di violenza.  Su questo tema si potrebbero dire e scrivere milioni di parole, ma in gran parte sono già state dette e scritte e anche per questo il video fa più male: andare avanti è infatti ancora più difficile quando a rilanciare i vecchi e maleodoranti stereotipi maschilisti è il leader della forza politica di maggioranza relativa del nostro paese.  Ma è forse proprio questo che deve far più riflettere, perché questo leader e questa maggioranza, non solo politica ma anche culturale, del paese reale sono lo specchio di un sentimento tutto italiano, pronto ad indignarsi immediatamente per la malefatta altrui ma altrettanto veloce ad autoassolversi ...

La Superlega e il balletto delle ipocrisie

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Ma davvero vi stupisce tanto questo progetto della Superlega calcistica europea? Ma davvero credete che un gioco che muove tutto questo interesse possa continuare ad essere gestito ma soprattutto impostato in questo modo?  Non sono né favorevole né contrario alla Superlega. Anzi, forse sono contrario, ma sto ancora cercando di capire. E' bene premetterlo, per non essere tacciato di partigianeria o di leccaculismo (anche perché capirai cosa conta la mia opinione).  Ma le cose vanno analizzate con un minimo di onestà.  Tutti a dire: "Scandalo!" "Lo fanno per soldi!" "Il vero sport è altro!" "E' contrario ai nostri valori!" In effetti è facile essere d'accordo con queste affermazioni che rappresentano il sentire comune ma che, d'altro canto come spesso accade, non guardano alla situazione nel suo complesso. Il comparto "calcio" produce sostanzialmente delle perdite. Ci sono alcuni che guadagnano ma sono pochi e soprattutto ...