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Visualizzazione dei post da aprile, 2021

Il dovere di dimostrarvi che avete sbagliato

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Tra i temi della settimana, è l'arresto degli ex-terroristi rossi rifugiati in Francia quello che più ha sollecitato il mio interesse. Perché in grado di mettere fine a un annoso contenzioso con i cugini d'oltralpe su una questione che oggi può sembrare marginale, e che tale non è, né è mai stata. Ma anche perché rappresenta l'occasione per fare una veloce incursione sullo stato di salute della nostra democrazia sostanziale.  La Francia, come è noto, è stata la patria dei terroristi rossi braccati dalla giustizia italiana, soprattutto a partire dagli anni '80. Ciò fu possibile grazie ad una prassi nella concessione del diritto di asilo e ad una giurisprudenza sul diniego delle richieste di estradizione, ispirate dalla proposizione dell'allora presidente francese Mitterand, secondo la quale era doveroso fornire riparo a chi avesse commesso reati politici, di qualunque "colore" fosse la loro militanza, soprattutto se il paese che li ricercava non avesse bril...

Grillo, la nemesi perfetta del giustizialismo un tanto al chilo (ovvero pure Robespierre ha perso la testa)

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Ha fatto molto discutere questa settimana il video di Beppe Grillo in difesa del figlio Ciro accusato di violenza sessuale. Ebbene, diciamolo subito e in maniera chiara: quel video fa letteralmente schifo. E' infatti un condensato di quei luoghi comuni che ancora oggi rendono difficoltoso il percorso di denuncia delle donne vittime di violenza.  Su questo tema si potrebbero dire e scrivere milioni di parole, ma in gran parte sono già state dette e scritte e anche per questo il video fa più male: andare avanti è infatti ancora più difficile quando a rilanciare i vecchi e maleodoranti stereotipi maschilisti è il leader della forza politica di maggioranza relativa del nostro paese.  Ma è forse proprio questo che deve far più riflettere, perché questo leader e questa maggioranza, non solo politica ma anche culturale, del paese reale sono lo specchio di un sentimento tutto italiano, pronto ad indignarsi immediatamente per la malefatta altrui ma altrettanto veloce ad autoassolversi ...

La Superlega e il balletto delle ipocrisie

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Ma davvero vi stupisce tanto questo progetto della Superlega calcistica europea? Ma davvero credete che un gioco che muove tutto questo interesse possa continuare ad essere gestito ma soprattutto impostato in questo modo?  Non sono né favorevole né contrario alla Superlega. Anzi, forse sono contrario, ma sto ancora cercando di capire. E' bene premetterlo, per non essere tacciato di partigianeria o di leccaculismo (anche perché capirai cosa conta la mia opinione).  Ma le cose vanno analizzate con un minimo di onestà.  Tutti a dire: "Scandalo!" "Lo fanno per soldi!" "Il vero sport è altro!" "E' contrario ai nostri valori!" In effetti è facile essere d'accordo con queste affermazioni che rappresentano il sentire comune ma che, d'altro canto come spesso accade, non guardano alla situazione nel suo complesso. Il comparto "calcio" produce sostanzialmente delle perdite. Ci sono alcuni che guadagnano ma sono pochi e soprattutto ...

Ricominciare, con responsabilità

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Ieri, dopo quasi un anno e mezzo ho rimesso la testa sotto l'acqua. E anche se l'ultima volta era stata in un mare tropicale, ieri mattina il lago di Posta Fibreno - acqua limpida ma freddissima - era più bello e accogliente del Mar Rosso ad agosto. La verità è che avevo bisogno di ricominciare, ripartire. Ed è come se quel tuffo in un freddo lago pedemontano abbia fatto saltare il blocco di un canale ostruito, liberando l'energia compressa da un anno di paura, ansia e isolamento. Il messaggio che media, governo e commentatori vari stanno cercando di far passare negli ultimi giorni è di speranza. Non so quanto sia fondata, c'è chi dice che di scientifico ci sia poco, ma ne ho davvero bisogno, come credo ne abbiano un po' tutti.  Voglio e vogliamo tornare a fare una passeggiata, mangiare un gelato o una pizza in compagnia, prendere un caffè al bar o fare un aperitivo con gli amici, dedicarci ad un hobby o a uno sport.  Chi ci governa sta facendo una scommessa. Sta pu...

Erdogan: dittatore del Mediterraneo?

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Ha fatto discutere nei giorni scorsi l'affermazione del nostro Presidente del Consiglio, ad alcuni apparsa un po' avventata, che ha definito il Presidente della Turchia "un dittatore". Le interpretazioni che si sono susseguite sono state le più disparate: "si è fatto scappare una cosa che pensano tutti ma che era meglio tacere", "ha fatto bene", "dittatore non è la definizione più corretta" e così via. Sono tra quelli che considerano Mario Draghi una delle personalità di maggiore spicco che l'Italia abbia prodotto negli ultimi, invero un poco desolanti, trent'anni. E sono dunque convinto che dietro a quell'uscita, proferita con una naturalezza quasi colloquiale ci sia molto di più di quanto appare. La classica punta dell'iceberg, che nasconde la volontà dell'Italia di riappropriarsi di un ruolo adeguato nello scenario del Mediterraneo, teatro di uno scontro ormai evidente tra due potenze che aspirano ad un ruolo da pro...

Robe lette: "Sovietistan. Un viaggio in Asia centrale", diario di un viaggio nei paesi ex-sovietici dell'Asia Centrale

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Devo ammetterlo: l'avevo preso perché era in offerta a 9 euro e 90 centesimi insieme ad un altro libro a scelta in una selezione (in verità ne ho presi quattro!). Alla Feltrinelli ci sanno fare con queste cose e anche se non si tratta di una novità (la prima edizione è del 2013, se non sbaglio) io mi lascio ingolosire facilmente.  Acquistato la scorsa estate, ha atteso un po' prima di essere letto, a causa dell'ormai strutturale stock di robe da leggere che accumulo costantemente. Ma anche perché da quando è arrivata mia figlia (la scorsa estate, appunto) di tempo e tranquillità per leggere ce ne sono sempre meno.  Devo anche dire che di fila non ne ha fatta poi tantissima. Anzi, in verità l'ha saltata alla grande, come un professore universitario di anatomia generale che non vede un paziente dal 1987 ha saltato quella per il vaccino. Il perché è da rinvenirsi nella mia storica curiosità per le culture centroasiatiche e in particolare per quella porzione di ex Unione So...

Perché Michel non si è alzato

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Sta facendo molto discutere il trattamento riservato da Erdogan a Von der Leyen in occasione dell'incontro tra i vertici delle Unione Europea e il governo turco, tenutosi ad Ankara ieri.  Al di là della spiacevolezza in sé dell'incidente e di quanto esso sia stato davvero voluto da Erdogan a significare il suo approccio al tema della parità di genere (sul punto a mio avviso è molto più significativo il ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul), molti sono stati colpiti dall'assenza di reazioni da parte dell'altro rappresentante delle istituzioni europee, Charles Michel, reo, a detta di molti commentatori, di non aver ceduto il suo posto alla collega per rappresentare in maniera plateale la censura europea a un siffatto sgarbo.  Ora, io resto fermamente convinto che le questioni di genere siano una delle priorità da affrontare, non solo in Turchia e in generale nel mondo musulmano, dove la donna ha oggettivamente un trattamento inaccettabile, ma anche in Europa...

L'inizio della fine

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Vi siete mai chiesti, magari dopo la fine di una storia d'amore o di un'amicizia, quando fosse iniziato il declino? Magari per rintracciare il germe che ha dato l'avvio agli ultimi giri di giostra o per analizzare gli errori fatti da non ripetere alla prossima occasione?   Tra le mie passioni il calcio è quella più irrazionale e di cui oggi forse mi vergogno pure un po'. La considero infatti una zona franca della mia esistenza in cui poter dare sfogo alle nevrosi più infantili, consapevole di alimentare in questo modo un sistema che dà da mangiare, e pure molto bene, nella quasi totalità dei casi a dei perfetti cretini. Sono pure, tra i tifosi, quello che più facilmente trova in pari misura sodali e nemici (perdonatemi la terminologia, ma da buon italiano vado ad una partita di calcio come a una guerra, parafrasando Churchill), tifando per la squadra che in Italia può vantare più scudetti, supporter e denigratori di ogni altra, nonostante io rifugga di norma in egual mo...

La lezione dei vaccini

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Forse è inutile ripetersi, ma questo è stato davvero un anno epocale. Di quelli che, appunto, segnano le epoche, da "prima" a "dopo". Abbiamo infatti imparato a lavorare da casa. A fare le videochiamate. A fare il pane e la pizza, salvo intasare le file del Mc Drive appena hanno riaperto i ristoranti.  Anche le filiere produttive globali si sono riorganizzate secondo nuovi modelli e soprattutto nuove priorità. Al criterio del minimo costo si è sostituito quello del controllo della produzione per quei beni divenuti strategici. Fino a un anno fa i produttori di mascherine, ad esempio, erano quasi tutti localizzati nei paesi emergenti. Oggi questi dispositivi vengono prodotti sotto casa nostra. I vaccini, la ricerca, ma soprattutto la capacità produttiva ad essi connesse, soggiacevano a logiche insediative tutte dettate da esigenze di massimizzazione della specializzazione produttiva. Dal prossimo anno dovremmo essere in grado di produrre anche i vaccini nel nostro cor...

Chiamatemi Ismaele

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" Chiamatemi Ismaele. "  L'incipit è tra i più noti della letteratura mondiale, probabilmente secondo solo al " mezzo del cammin di nostra vita ", e sicuramente non in tutto il mondo.  Chi non ha letto Moby Dick? In verità, credo siano davvero pochi quelli che sono arrivati in fondo. E' un libro ostico, scritto in una lingua difficile, ottocentesca. E' facile perdersi dentro questo ventre di vacca, che alterna fasi liriche a capitoli didascalici, quasi scolastici, per poi precipitare il lettore in un'azione vorticosa e mozzafiato. Per divenire all'improvviso immobile, per lunghi tratti, come un mare senza vento.  In ogni caso, per chi non lo sapesse, Ismaele è l'unico sopravvissuto. E racconta la storia del Pequod, del suo equipaggio e le vicende della caccia alla balena bianca.  Più che la prospettiva del "sopravvissuto", comunque pregna di significato, quello che mi affascina da sempre di Ismaele è la posizione privilegiata di uni...