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Rotta verso l'ignoto

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L'andamento delle trattative per la "pace" - volutamente tra virgolette - in Ucraina, rendono bene l'idea di quale sia la situazione attuale degli equilibri geopolitici mondiali e l'incertezza che regna sul loro sviluppo futuro. Vediamo nel dettaglio la situazione dei protagonisti, in estrema sintesi. Trump le sta provando tutte per chiudere un qualche tipo di accordo e tirarsi fuori da una situazione che sta davvero divenendo insostenibile, almeno dal punto di vista della sua base elettorale e della nuova, e probabilmente necessaria - postura degli USA nel mondo. Biden gli ha lasciato davvero una brutta gatta da pelare. L' Europa - che conta poco e quel poco lo deve, nella contesa, esclusivamente alla sua posizione geografica - sta provando in tutti i modi a contenere l'allargamento del perimetro di pressione della Russia su di essa, cullandosi nell'illusione di un improbabile rovesciamento dei rapporti di forza grazie ai programmati, consistenti i...

Dalla democrazia a rischio alla macchina di Majorana

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Secondo Elly Schlein , "la democrazia è a rischio, la libertà di parola è a rischio quando l’estrema destra è al governo". A me Schlein non è mai piaciuta - politicamente, si intende - e non è l'affermazione sopra riportata a farmela piacere meno. Il suo problema, come quello di molti altri, è invece l'essere figlia del suo tempo, vale a dire questo che ci troviamo a vivere oggi, e quell'uscita - a mio avviso davvero infelice - è a sua volta nipote dei suddetti tempora .  Vale lo stesso, e ci mancherebbe altro, per Giorgia Meloni , che di recente, senza farsi troppi scrupoli ha riservato ad alcuni suoi connazionali - i componenti della Global Flotilla e Ilaria Salis - affermazioni non proprio in linea con la tradizione nazionalistica della sua area politica - quando in passato la tutela degli italiani coinvolti in controversie con stati esteri (chi se li ricorda i fantastici Marò?) sembrava essere al contrario una priorità quasi esistenziale.  Quello che fanno e...

Cosa serve davvero per il Nobel

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Davanti agli accordi siglati oggi a Sharm El Sheik occorre innanzitutto togliersi il cappello e riconoscere quello che è un dato di fatto: l'attività di Trump - spesso frenetica, contraddittoria e controversa - nella regione ha portato ad un risultato tangibile e assolutamente rilevante: gli ostaggi israeliani rapiti quel maledetto 7 ottobre di due anni fa tornano a casa, così come gli abitanti della striscia di Gaza , anche se questi ultimi, in gran numero, una casa non ce l'hanno più. Ma tant'è.  Ora, al di là del buon esito della fasi successive - che tutti, io compreso, auspichiamo - a mio avviso è necessario alzare un attimo lo sguardo e portarlo un poco oltre il confine sanguinoso ma apparentemente pacificato che divide Israele e la striscia di Gaza e domandarsi dove davvero vuole arrivare Trump con la sua attività di pacificazione.  Ho già scritto in altri post che ritengo assolutamente genuina la voglia di pace che ispira il presidente americano, soprattutto se...

A proposito di code di auto e code di paglia

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Dopo quasi un paio di anni vengo meno al proposito di non occuparmi di politica locale, quella della mia Anagni, dove ormai da qualche anno sono tornato a vivere in pianta stabile. Anche se, a dire il vero, le circostanze da cui traggono spunto queste riflessioni sono solo la scusa per affrontare un tema a mio avviso delicatissimo e molto attuale.  Premettiamo: dal 2018 Anagni è amministrata da una giunta di centro-destra, con cospicui innesti civici, sostenuta da una solida maggioranza consiliare, vieppiù aumentata nel corso della tornata elettorale del 2023, che ha visto la netta riconferma del sindaco e della coalizione uscente e la successiva cooptazione in maggioranza della gran parte dei consiglieri eletti tra gli schieramenti avversari.  Dunque, almeno in apparenza, un quadro di largo consenso popolare, nonché di grande stabilità; il sindaco, che associa a buone doti amministrative eccellenti abilità politiche, ha ampi margini di manovra, non è ricattabile da consiglier...

L'importanza dei poteri irresponsabili

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Ho atteso qualche giorno prima di scrivere delle parole pronunciate da Mattarella in occasione della cerimonia del Ventaglio, il tradizionale incontro tra i vertici dello stato e la stampa parlamentare, dove ha ribadito la sua - e pertanto, in qualche modo, nostra, dell'Italia - posizione su questione israelo-palestinese e invasione russa dell'Ucraina. Ho atteso perché le riflessioni che ne sono scaturite sono andate oltre il dato dei contenuti contingenti delle sue parole. Parole pronunciate non in un'occasione qualunque, ma soprattutto, non in un momento qualunque. Il giorno prima, infatti, il ministero degli esteri russo aveva diramato una lista di c.d. "russofobi" tra i quali era annoverato proprio Sergio Mattarella. Quale che fosse l'intento di una così maldestra uscita - di fattura per niente estranea alla prassi della diplomazia, se così vogliamo chiamarla, russa - di sicuro non ha sortito l'effetto di intimidire il nostro Capo dello Stato.  La risp...

L'eterogenesi dei fini del pacifismo trumpiano

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E' oggettivamente difficile riannodare il filo dei ragionamenti, soprattutto dopo due mesi di sospensione dei miei post. Manca un ponte tra le riflessioni passate e queste che mi accingo a sintetizzare di seguito, essendo nei fatti accaduto moltissimo.  Un dato su tutti mi pare chiaro, però, e da questo vorrei partire: la narrazione tanto in voga presso i sostenitori di Trump, vale a dire che con lui alla presidenza degli USA le guerre sarebbero diminuite se non cessate, è con tutta evidenza sconfessata.  Non metto in dubbio il fatto che Trump creda sinceramente che il raggiungimento della pace sia un obiettivo; la realtà ci sta, però, dimostrando che la sua gestione del potere dalla poltrona più influente del mondo non stia conducendo a tale risultato.  Tutti gli scenari di guerra attivi al momento del suo insediamento sono ancora lì, con un livello dello scontro che è sicuramente peggiorato, tanto a Gaza quanto in Ucraina. A questo si aggiunga l'avvio delle ostilità ape...

Aux armes, citoyens! Jawohl!

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Se questi ultimi mesi sono stati davvero intensi sul piano politico, lo si deve ovviamente al dinamismo del neo presidente degli USA, Donald Trump, il quale aveva comunque preannunciato grandi capovolgimenti nell'approccio degli Stati Uniti con il resto del mondo. Rimanere sorpresi di fronte alla franca brutalità del tycoon è sicuramente umano; diabolico sarebbe, tuttavia, non cogliere quali siano le ragioni di tale cambio di postura e, soprattutto, le conseguenze connesse. Molto semplicemente, gli americani hanno cambiato prospettiva, non ritenendo più sostenibile difendere i propri interessi da una linea del fronte così lontana da casa loro. Prova ne è l'abbandono - sinora solo a parole, che però hanno già messo in atto evidenti conseguenze - del fronte ucraino e l'appalto ad Israele di agire come egemone in medio oriente. Seguiranno, a stretto giro, lo sganciamento dalla Nato e il progressivo disimpegno dall'Europa e, chissà, anche il sostegno a Taiwan.  Questo non v...