Post

Il fallimento di un politico e la grandezza di un uomo

Immagine
Qualche giorno fa, in occasione del centenario dalla nascita di Enrico Berlinguer, stavo scrivendo un post dedicato alla sua memoria che, però, non aveva l'ambizione di unirsi al profluvio celebrativo di panegirici a buon mercato che mi stava passando davanti ma che voleva, invece, essere provocatorio quel tanto da provare ad insaporire un poco quel brodo sciapo di luoghi comuni.  Mi sono fermato quasi subito. Dopo qualche riga mi ero reso conto che non avevo voglia di stare lì a prendere metaforicamente a sassate un mito della mia gioventù, nonché il politico a cui era stata dedicata una sezione di partito per la costituzione della quale mi ero battuto strenuamente insieme ad un gruppo di compagni ormai quasi vent'anni fa.  Del resto nella mia memoria ho dei riferimenti molto vividi delle vicende della sua morte, nonostante al tempo avessi solo dieci anni. Ricordo, infatti, mia madre che durante un tragitto in auto, la mattina dopo il ricovero in ospedale a Padova, mi spiegav...

La guerra dell'energia e i suoi potenziali approdi nucleari (non la bomba)

Immagine
Pur nella costanza degli elementi di tragicità propri di ogni guerra, quella in corso sta mostrando evidenti segni di peculiarità, soprattutto per quanto riguarda le relazioni economiche e finanziarie tra le parti in causa e gli esiti a cui può condurre nel lungo periodo nelle politiche energetiche - e non solo - dei paesi c.d. avanzati. E' ormai, infatti, chiaro a tutti che Putin la guerra l'abbia preparata e la stia conducendo fondamentalmente con i flussi finanziari che gli provengono da gas e petrolio. Il mercato dell'energia è però uno dei più delicati e complessi che esistano: si fonda su variabili geografiche, geopolitiche, diplomatiche e militari, oltre che ovviamente economiche, ed è influenzato da interessi che risalgono direttamente ai vertici politici delle potenze mondiali.  Per giocare un ruolo fondamentale in questo mercato è sì necessario avere i giacimenti e/o trovarsi in una posizione strategica per il flusso di rifornimento dei mercati di sbocco, ma non s...

Nessuno tocchi Orsini (e nemmeno Masha e Orso)

Immagine
  Qualche tempo fa, ormai circa un anno forse, mi occupai della contraddizione profonda che riscontravo tra quelli che sostenevano l'ormai affossato DDL Zan - pur facendolo, supponevo, muovendo dai principi ispiratori dell'idea di società aperta di popperiana memoria - e contemporaneamente pretendevano di azzerare qualsiasi tipo di confronto con le restanti, legittime ma contrastanti, voci di dissenso sul tema.  Oggi vedo ripetere questo schema contraddittorio nei confronti del prof. Orsini. Sul quale, è bene precisarlo, il mio giudizio è assolutamente negativo, per tante e varie ragioni sulle quali non mi dilungherò. Ma al quale, come è naturale che sia, occorre riconoscere il sacrosanto diritto a dire come la pensa.  E' notizia di oggi, infatti, che gli avrebbero negato degli spazi precedentemente assegnati in quanto "propagandista di Putin". Che forse è anche cosa vera - che lo faccia intenzionalmente o meno non mi interessa - ma non mi pare ancora, e sotto...

Come le spese militari possono avere un senso

Immagine
Partendo dal presupposto che la pace piace a tutti, me compreso, ho riflettuto sulla questione "aumento delle spese militari e difesa comune europea" per provare a capirne di più.  Sono partito escludendo la logica del "costo opportunità", ovvero: "in un contesto di risorse scarse è meglio costruire e far funzionare, che so, scuole e ospedali o comprare carri armati?". La risposta mi pare ovvia e dunque sorvolo.  Ho dunque provato ad impostare una ragionamento che considerasse variabili differenti, assumendo quale unico riferimento il posizionamento internazionale dell'Italia e dell'Unione Europea e la loro coerenza con i rispettivi interessi.  Sino ad oggi, e per ragioni diverse, abbiamo fatto parte di un sistema di alleanze e organismi internazionali formali ed informali che sono un residuato dell'impostazione delle c.d. "sfere di influenza" uscite dalla conferenza di Yalta. Può piacere o meno, ma la nostra prosperità, unita all...

Ma tu con chi stai?

Immagine
  Me lo sono sentito chiedere da più di qualcuno. E in effetti è un po' che me lo chiedo pure io e devo dire che non è stato facile arrivare a distillare una posizione che sia coerente con le mie convinzioni.  D'istinto, al momento dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, mi sono sentito immediatamente vicino agli aggrediti. Spingevano in questa direzione due forze concomitanti: credo fermamente nel principio di autodeterminazione dei popoli (che come tutti i principi può incontrare delle limitazioni, ma non è questo il momento di approfondire il tema) e considero Putin, almeno dal 2008, un autocrate illiberale, portatore di una visione del mondo che combatto da sempre.  Mi sono reso quasi subito conto, però, che le mie valutazioni andavano ponderate o quantomeno scremate dall'antipatia nei confronti del leader russo, aumentata nel corso degli anni dall'utilizzo idiota che è stato fatto della sua immagine dalle nostre parti per giustificare un certo mi...

Un anno di opinioni non richieste

Immagine
Oggi, esattamente un anno fa, aprivo questo blog con la pubblicazione dei primi due post.  Sono uno che dispensa opinioni a profusione in maniera quasi naturale, ma la ragione principale che mi ha spinto a questa piccola esperienza di condivisione è stata la noia maturata in più di un anno di lunghe giornate passate in casa, soprattutto durante il tempo libero.  Ho scritto circa cinquanta post, quasi uno a settimana. Certo, con cadenze diverse, dovute soprattutto al naturale scemare dell'entusiasmo iniziale e all'altrettanto normale alternarsi di periodi con più o meno tempo a disposizione (anche se scrivere mi viene facile e per confezionare un post mi ci vuole di solito il tempo di una pausa pranzo..."e si vede!" direte voi) o con più o meno argomenti che stuzzicassero il mio interesse.  Ho scritto di un po' di tutto: politica, economia, sport, attualità, un paio di libri, qualche accenno alle mie vicende personali anche se - come da titolo - la visione in ...

Pecunia non olet

Immagine
Non sono in grado di fare previsioni sull'esito della guerra, ma qualche idea di come sarà il mondo subito dopo la chiusura delle ostilità ce l'ho: esattamente come era prima.  Esclusi infatti scenari apocalittici di stampo post-nucleare - a meno che Putin non sia impazzito davvero - è altrettanto improbabile che le sfere di influenza stile "cortina di ferro" tornino in auge. Il mondo era infatti già sostanzialmente diviso prima di questa guerra, anche se non in maniera così netta come appare oggi e soprattutto non nel campo degli affari.  Eh sì perché, in fondo in fondo, quello che aveva tenuto assieme in un brodo di coltura neocapitalista gli schieramenti che ora si fronteggiano era proprio il fattore "affari" . Per anni abbiamo sentito dire che l'economia mondiale era ormai totalmente interconnessa e che un battito d'ali di una farfalla a Wall Street avrebbe potuto provocare un uragano a Pechino e viceversa.   Ma soprattutto poco importava che si ...