Ma tu con chi stai?
Me lo sono sentito chiedere da più di qualcuno. E in effetti è un po' che me lo chiedo pure io e devo dire che non è stato facile arrivare a distillare una posizione che sia coerente con le mie convinzioni.
D'istinto, al momento dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, mi sono sentito immediatamente vicino agli aggrediti. Spingevano in questa direzione due forze concomitanti: credo fermamente nel principio di autodeterminazione dei popoli (che come tutti i principi può incontrare delle limitazioni, ma non è questo il momento di approfondire il tema) e considero Putin, almeno dal 2008, un autocrate illiberale, portatore di una visione del mondo che combatto da sempre.
Mi sono reso quasi subito conto, però, che le mie valutazioni andavano ponderate o quantomeno scremate dall'antipatia nei confronti del leader russo, aumentata nel corso degli anni dall'utilizzo idiota che è stato fatto della sua immagine dalle nostre parti per giustificare un certo miscuglio di disvalori spacciato per difesa delle tradizioni, della patria, della razza e così via.
Non è un caso, infatti, che i suoi primi sponsor in Italia fossero Salvini e Meloni, anche se non erano soli (citofonare 5 Stelle e chiedere di Dibba). Ma pur al netto di tutti i condizionamenti di cui sopra, mi sono ritrovato a continuare a simpatizzare per l'Ucraina e il suo governo.
Ecco, appunto, il suo governo. Altro elemento di necessaria riflessione. Su Zelensky si dicono tante cose, ma credo che nessun leader si possa considerare privo di scheletri nell'armadio. Io credo che alla fine quello che gli si possa addebitare davvero è l'essere figlio dei suoi tempi: proviene dal mondo dello spettacolo, ha indubbie capacità comunicative e affabulatorie, è stato probabilmente usato (o si è fatto usare) da centri di potere più o meno trasparenti che cercavano un cavallo di troia per porre in essere un cambio di maggioranza in un paese con una democrazia fragile.
Vi ricorda qualcosa? A me sì. Si potrebbe aspirare a qualcosa di migliore? Senza meno. C'è di meglio in giro attualmente? Non so. C'è di peggio? Di sicuro. Anche perché questo governo - e prima di esso quelli filo-occidentali che si erano alternati con quelli filo-russi - aveva chiesto di entrare nella Unione Euorpea e nella Nato. E poi pare che gli ucraini tutti, anche quelli che non lo avevano votato o non lo avevano in simpatia, al momento si siano stretti intorno a questa leadership.
E allora la questione Donbass? E il battaglione Azov? E i nazisti? Tutto vero o verosimile (la storia dei nazisti al governo è ridicola), anche se tutto da verificare e tutto da ponderare. Ma al netto di ciò, mi sembra un aggiornamento del vecchio "e allora il PD"? Benaltrismo, sostanzialmente. Perché so perfettamente che lì giù c'è un problema di territori contesi e che quando ci si mette a litigare su base etnico-identitaria la ragione scompare. Ma se permette - a mio modestissimo avviso - preferisco un filo-occidentale a dare le carte piuttosto che Putin e il suo regno delle nebbie.
E allora passiamo al capitolo guerra. Io sono contro e lo sono da sempre. Ma davanti ad un'aggressione credo che ci sia tutto il diritto di difendersi. Rispetto chi la pensa diversamente, non c'è che dire. Ma io onestamente se un giorno si svegliasse, che so, l'Austria e dicesse che Alto Adige, Trentino, Friuli e Veneto sono roba sua e attraversasse il Brennero coi carri armati, se il fisico me lo consentisse andrei di certo a dare una mano. Voi no? E va bene, che vi devo dire?
Certo, non c'è da essere entusiasti, sono d'accordo. Come sono del resto cosciente che il primo tipo di guerra che si sta combattendo sia quella della propaganda. So perfettamente che da ambo le parti ci stanno vendendo delle verità di comodo, ma onestamente mi riesce più facile credere e fare la tara alla verità propinata da fonti a me più vicine, che subiscono la pressione di opinioni pubbliche libere e che permettono anche a chi dissente di far sentire la propria voce. Anche qui rimangono delle zone d'ombra, certo. Hanno fatto discutere le vicende di certi opinionisti non allineati, che però continuano a dire come la pensano e lo fanno dai palchi di manifestazioni liberamente organizzate, non da Regina Coeli.
E poi, ancora. E' giusto sostenere gli ucraini, con armi, finanziamenti e sanzioni? Una volta fatti i passaggi di cui sopra, credo che supportare la resistenza sia un corollario, per quanto doloroso, delle precedenti conclusioni.
In ogni caso, la mia presa di posizione non viene da questo quadro, che ha del contraddittorio, ne sono conscio. Anche perché mi rendo conto che questa è una posizione di risulta, alla quale sono arrivato, ahimé, per sottrazione, non per convinta condivisione. Che sono contro la guerra l'ho già detto, vero? Aggiungerei che di manifestazioni pacifiste ne ho fatte davvero tante. La prima nel 1990, avevo sedici anni.
E infatti, con le dovute differenze, mi sento più o meno sempre lì. Ma forse sta proprio qui il punto. Io sono per l'autodeterminazione dei popoli, e anche questo l'ho già detto, e per il diritto quale unico strumento atto a dirimere le controversie tra persone e nazioni. E' vero, in ambito internazionale, nei rapporti tra stati, spesso i confini del diritto sono spostati a piacimento da chi è più forte o influente. Questo del resto vale anche nei rapporti tra persone, non c'è da sorprendersi. Ma almeno un minimo di rispetto per le regole e le convenzioni ritengo che debba essere conservato.
Proprio per questo non nego che la Russia possa avere i suoi legittimi interessi, di qualunque natura essi siano. Persino arrivare a pretendere che un paese sovrano suo vicino di casa non si debba alleare con altri, che è una pretesa che non condivido, ma che posso capire.
Ma mai citazione fu più semplice e appropriata a come la penso: est modus in rebus sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum.

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