Un anno di opinioni non richieste
Oggi, esattamente un anno fa, aprivo questo blog con la pubblicazione dei primi due post.
Sono uno che dispensa opinioni a profusione in maniera quasi naturale, ma la ragione principale che mi ha spinto a questa piccola esperienza di condivisione è stata la noia maturata in più di un anno di lunghe giornate passate in casa, soprattutto durante il tempo libero.
Ho scritto circa cinquanta post, quasi uno a settimana. Certo, con cadenze diverse, dovute soprattutto al naturale scemare dell'entusiasmo iniziale e all'altrettanto normale alternarsi di periodi con più o meno tempo a disposizione (anche se scrivere mi viene facile e per confezionare un post mi ci vuole di solito il tempo di una pausa pranzo..."e si vede!" direte voi) o con più o meno argomenti che stuzzicassero il mio interesse.
Ho scritto di un po' di tutto: politica, economia, sport, attualità, un paio di libri, qualche accenno alle mie vicende personali anche se - come da titolo - la visione in "soggettiva spinta" è la ragione sociale di questo blog e impregna ogni singolo post.
Ho avuto invece qualche remora a parlare di alcune mie passioni molto "sentite" per una sorta di rispetto verso quelle che ritengo essere questioni "serie" nonostante la loro evidente natura ricreativa. O forse proprio perché essendone davvero appassionato ho paura di banalizzarle.
Il pubblico è andato e venuto: numeroso all'inizio, poi intermittente, poi attento soprattutto ad alcuni argomenti e meno ad altri. Ho capito che ci sono certi post che tirano di più e certi meno, ma non per questo mi sono focalizzato sui primi e ho mollato i secondi. Anzi.
Mi sono infatti imposto di dare il giusto peso alle statistiche, perché questo blog non è per me una fonte di reddito (niente di più lontano dalla realtà dei fatti nonché dalle mie aspirazioni) né una misura del mio successo personale, ma solo uno strumento per condividere opinioni su ciò che in effetti mi interessa: se queste poi interessano anche altri tanto di guadagnato, se no va già bene aver avuto il modo di esprimerle (citazione un po' libera di uno dei miei musicisti di riferimento, vale a dire il mitico Frank Zappa).
Anche perché mi guardo bene dall'andare dietro ai trend per ottenere attenzione, soprattutto se a suscitare interesse morboso sono vicende come quelle della presunta preside "cougar" o quella della poveretta massacrata da un pazzoide che stava per mollare, della quale si ricorda a ripetizione che per sbarcare il lunario si dava con profitto ai filmini hard.
In effetti, proprio perché questo blog è diletto puro, per misurare l'angolo delle mie opinioni e in tal modo la loro altezza preferisco tenere come riferimento del mio sestante la linea di un orizzonte ideale quanto più limpido possibile. Ed è quello che proverò a continuare a fare.
Alla prossima!

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