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Liberi tutti

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Per cultura e convinzioni politiche sono da sempre combattuto nella definizione del confine tra libertà del singolo e necessità della collettività. Si badi bene ai termini: "necessità" - che è la dimensione che riconosco all'eventuale predominio della collettività - ha già in sé uno spazio molto più limitato di quello che assegno al campo d'azione dell'arbitrio individuale che, a mio modesto avviso, viene prima di qualsiasi fumoso concetto relativo a presunte entità collettive o, ancor peggio, sovrannaturali. Per questa ragione, non senza i passaggi dolorosi tipici dei risvegli dalle ubriacature ideologiche di gioventù - che possono provocare postumi anche peggiori di quelle da vino - nel corso della vita ho compreso che le scelte fatte da ognuno, di norma - e sottolineo di norma - sono "migliori" di quelle di qualche burocrate o, ancora peggio, di qualche prelato, più o meno alto.  Migliori non negli esiti - è quasi scontato ma necessario ricordare che ...

La differenza tra un'abetaia e il Mar Mediterraneo

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Oltre a porre un problema umanitario prima che geopolitico-diplomatico, il terribile destino riservato ai profughi al confine polacco apre un fronte di riflessione che credo sia tanto scomodo quanto inevitabile.  Non è la prima, né sarà l'ultima volta, che per combattere una guerra diplomatica o per spuntare un qualche riconoscimento internazionale o semplicemente per monetizzare la propria posizione geografica al centro dei flussi migratori, un dittatore senza scrupoli decide di giocare con le vite di poveri disgraziati in cerca di un futuro migliore.  Già Gheddafi - ben prima di Lukashenko - grazie all'effetto combinato dal controllo della rotta mediterranea e dall'appetibilità delle ricchezze del sottosuolo libico, nonché dei sostanziosi appalti governativi che un paese che abbonda di risorse è in grado di distribuire - aveva fatto torcere per anni le budella a più di un governo della sponda europea del mare nostrum , Italia in primis , attraverso una sapiente gestione a...

Quello che unisce Mario Magnotta e Greta Thunberg

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Nel celeberrimo scherzo telefonico ai suoi danni, il mitico Mario Magnotta ad un certo punto sbottava: " Io la lavatrice la pagai nel 1981 [...] 480mila lire e l'ho pagata! ". Tradotto l'importo in euro e rivalutato ad oggi, al buon Magnotta la lavatrice costò - centesimo più, centesimo meno - la bellezza di 1.113 euro (calcolo effettuato sul sito ISTAT). Se ora provate a googlare "lavatrice in offerta", nelle anteprime dei risultati la più costosa risulterà essere, oggi 4 novembre 2021 quarant'anni dopo l'acquisto più incauto della storia, una Bosch Serie 6 che potete portare a casa vostra al prezzo di 379,90 euro. Circa un terzo. Non male, direi. E anche a pagarla a prezzo pieno, vale a dire il doppio, dunque circa 760 euro, risparmiereste un buon trenta per cento rispetto a quanto speso da Magnotta. Occorre partire da qui, a mio sommesso avviso, per provare a capire un po' meglio il vero quadro degli interessi in gioco nei vari consessi dove ...

Nihil sub sole novum

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I ballottaggi per l'elezione dei sindaci delle grandi e meno grandi città ci consegnano una serie di indicazioni, che vado molto sinteticamente a condividere:   1) Il sistema sta tornando al bipolarismo: il serio ridimensionamento del Movimento 5 Stelle e la confluenza della sua ridotta istituzionale nell'area del centro-sinistra chiudono, in maniera anche abbastanza ingloriosa - viste le performance amministrative a Roma e a Torino, ma non solo - la stagione del terzo polo "alternativo alla destra e alla sinistra", che faceva tanto figo e che invece per fortuna ce lo stiamo levando di mezzo. Nemmeno il nuovo centro laico, sicuramente interessante per questa sua inedita connotazione lontana dalle confessioni centriste classiche, ha avuto risultati tali da fargli ottenere la massa critica necessaria alla creazione di un vero e proprio polo, anche se in prospettiva sposterà gli equilibri all'interno delle future, potenziali coalizioni politiche.  2) La destra sovran...

Nuovi ulivi e vecchi errori

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I post di politica sono quelli che totalizzano meno visualizzazioni, ma ci sono dei temi che mi appassionano al di là del consenso che riscuotono e l'occasione di poter scrivere degli scenari futuri della coalizione più pazza del mondo - il centrosinistra italiano - dopo i risultati elettorali delle ultime amministrative è una di quelle occasioni che non posso lasciarmi scappare.  Partiamo proprio dai risultati. Il centrosinistra, un po' in tutte le sue declinazioni potenziali, ma soprattutto nel formato "tutti dentro", vince. O almeno così pare. Perché il dato sull'astensione qualche riflessione dovrebbe imporla. Perché il centrodestra - per dirla con Veneziani - ha i leader ma non la classe dirigente (che scoperta!) e dunque che perda le amministrative ci può stare, ma alle politiche è tutto da vedere. Ma soprattutto perché il fronte sovranista, più o meno il 40% dell'elettorato italiano, sempre lì sta, con l'unica differenza che quel che perde la Lega l...

L'occasione che ci fornisce la vicenda Morisi

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I social e i siti di informazione sono pieni di analisi sulla vicenda di cronaca che ha interessato Luca Morisi e io non aggiungerò la mia. Soprattutto non voglio occuparmi di questioni che hanno a che fare con la sfera personale di chicchessia, visto che non sono mai stato né contro il sesso a pagamento tra adulti consenzienti né all'uso di droghe di ogni tipo. Su questo punto davvero per me ognuno fa quel che crede, ovviamente nei limiti in cui tali pratiche non abbiano ricadute sulla vita, la sicurezza e la libertà altrui.   Non è dunque la dimensione privata della questione che mi interessa, né l'ipocrisia e il doppio fondo morale dello spin doctor . E' invece la ricaduta sulla politica del diritto quella sulla quale l'attenzione va portata perché è qui, a mio avviso, che deve essere fatto lo sforzo maggiore per separare il grano dal loglio e comprendere come certi moralismi relativi alle inclinazioni individuali siano ormai deleteri per una società moderna come la ...

Quello che davvero non va nelle affermazioni di Barbara Palombelli

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Il dibattito sulle dichiarazioni di Palombelli relative alla necessità di comprendere lo stato d'animo degli uomini violenti ha ovviamente scoperchiato una cloaca da cui sta uscendo un po' di tutto e mi domando se questo sia davvero un bene per chi come me crede che quelle dichiarazioni siano profondamente sbagliate.  Forse, e ripeto forse, il Palombelli-pensiero andrebbe letto, nella sua versione progressivamente raffinata a seguito delle successive precisazioni, con minore foga e con un poco più di lucidità; non per giustificarlo o dargli la patente di pensiero condivisibile, ma quantomeno per capire quale sia il brodo di coltura all'interno del quale questo tipo di sintesi trovano luogo ideale di proliferazione e poi si muovano verso l'esterno.  Non c'è dubbio che quanto affermato da Palombelli vada respinto in toto e senza appello. Questo per dissipare qualsiasi dubbio sui miei punti di partenza. Ma trovo profondamente sbagliato, non solo per una questione di d...