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Visualizzazione dei post da giugno, 2021

Il DDL Zan, la Chiesa e la società aperta

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Sta facendo molto discutere la vicenda legata alla nota verbale che la Segreteria di Stato vaticana ha consegnato all'ambasciatore italiano presso la Santa Sede per denunciare la presunta violazione del concordato ad opera del DDL Zan. Sul punto però ci sono alcuni aspetti che vanno chiariti per cercare di tirare fuori dalla propaganda il dibattito che ne è sorto.  Piaccia o meno, il Vaticano è parte della nostra storia. Lo è su un piano culturale, molto prima che religioso. Ma anche storico e politico, alla luce della continuità territoriale tra i due stati e delle vicende che hanno portato alla loro creazione.  Sul piano del diritto internazionale, dunque, abbiamo due entità statuali indipendenti e sovrane, che hanno regolato la propria convivenza tramite dei trattati. Ma è noto come l'influenza del Vaticano sulla società italiana dipenda anche dalla profonda connessione che c'è tra la dottrina cattolica e la nostra cultura.  Negarlo sarebbe miope. Anche un c...

I tre moschettieri e le verdi speranze

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Divaghiamo un po’. Mi stuzzicano tanti argomenti, potenzialmente pure belli gravidi di polemiche e fastidi, ma fa caldo e non mi va. E allora che si fa? Parliamo di un’altra delle mie passioni, un po’ sottotraccia, ma non meno appassionante di altre. Il tennis, appunto. Sport che ho praticato con discontinuità da ragazzino, con esiti tutt’altro che memorabili, ma che da sempre seguo in tv.  Il "la" me lo dà Matteo Berrettini, fresco vincitore del suo quinto torneo ATP, il più importante tra quelli sinora conquistati, vale a dire il Queen’s, un ATP 500 (terza categoria per importanza, dopo gli Slam e gli ATP 1000), ma soprattutto l’antipasto del torneo dei tornei, The Championships, meglio conosciuto come Wimbledon. In verità Berrettini è al momento il vertice di un movimento che così forte non lo è mai stato, forse nemmeno ai tempi di Panatta, Barazzutti e Bertolucci. Magari esagero, perché Panatta vinse Roma e Parigi, Barazzutti fece un paio di semifinali negli Slam e tutti ...

Il Tax gap italiano e i paradossi dell'evasione fiscale - Parte 2

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Nella prima parte di questo post ho analizzato in maniera semplificata la struttura dell'evasione fiscale italiana. Vediamo in sintesi qual è (stata) la risposta dello stato e i paradossi connessi.  Il primo tentativo è stato fatto con la determinazione su base presuntiva dei redditi, i famigerati studi di settore, oggi sostituiti dagli altrettanto famigerati indicatori sintetici di affidabilità. Questo passaggio è stato necessario quando ci si è resi conto che controllare analiticamente sul posto la miriade di contribuenti italiani è tecnicamente impossibile. O meglio, possibile ma ad un costo che avrebbe di gran lunga superato il recupero di gettito.  C'è voluto poi un po' di tempo, ma il piccolo contribuente ha capito che non aveva più senso caricare il proprio conto economico di fatture di acquisto e non fatturare nemmeno un euro di ricavi, dichiarando così imponibili nulli e crediti IVA abnormi (magari da chiedere a rimborso), contando, nel tenere questo comportament...

Dalla rivoluzione al consolato e infine all'impero, passando per il direttorio: la fine dell'era politica a 5 stelle

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Al di là delle convinzioni personali, è doveroso riconoscere che il Movimento 5 Stelle, oltre che un soggetto politico, è stato ed è tutt'ora una sintesi davvero mirabile dei tempi che viviamo, delle loro contraddizioni e delle aspirazioni delle persone che li vivono, anche attraverso le sue trasformazioni.  La sua nascita è legata alla crisi di fiducia verso i partiti e la politica in generale, iniziata subito dopo la fine della Prima Repubblica. Che il sistema politico stesse implodendo era infatti chiaro a tutti già alla fine degli anni '90. Le élite perdevano progressivamente consenso in un sistema che distribuiva loro ingiusti privilegi mentre le classi medie che sino ad allora le avevano elette a loro riferimento scivolavano sempre più verso le paludi della precarietà (se non della povertà), con conseguente perdita di fiducia.  Lo shock finanziario del 2008 e le sue conseguenze hanno fatto il resto, ma nella sostanza si trattava di un'accelerazione di fenomeni già ben...

Il Tax gap italiano e i paradossi dell'evasione fiscale - Parte 1

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Dopo i post "emotivi" è doveroso rimettere la chiesa al centro del villaggio e tornare ad essere almeno un filo fastidioso. Dunque, ecco che oggi voglio parlare di Tax Gap e dei paradossi che genera l'evasione fiscale.  Qualcuno, giustamente, si chiederà: "e che caz..'è 'sto tax gap ?". Abbastanza semplice: l'ammontare delle tasse e dei contributi che annualmente vengono evasi. A quanto ammonta? In media nel nostro paese a 110 miliardi. Si tratta di un importo notevole, se pensiamo che il totale delle entrate tributarie e contributive in Italia si aggira intorno ai 730 miliardi. Lo spunto per questo post me lo ha dato il risultato di una recente ricerca della Berkeley university secondo la quale l'ammontare delle imposte non pagate in Italia dalle aziende multinazionali è di circa 23 miliardi. Ma soprattutto, gli esiti del G7 dei ministri delle finanze di ieri a Londra che ha abbozzato un accordo per una riforma della tassazione delle imprese mu...

Un anniversario dispari

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  Oggi, tredici anni fa, dal mattino alla sera, mio padre mi lasciava. Questo non è un post celebrativo, ovviamente. Tredici anni è un anniversario dispari e non è nemmeno la metà di uno “tondo”. E poi non c’è nulla da celebrare. Quello che mi spinge a scrivere è la sensazione di un cerchio che finalmente si chiude, nel primo anniversario della sua scomparsa in cui anche io sono padre. Abbiamo avuto un rapporto controverso, anche se credo molto simile a quello di altri della mia generazione. Siamo stati i primi figli del vero benessere consolidato, pagato però al prezzo di padri spesso assenti. Crescendo, mentre i suoi impegni si intensificavano, l’adolescenza e la prima gioventù mi portavano sempre più lontano da lui, convinto del fatto che fossi io l’incompreso nel rapporto. E’ vero, a sedici o vent’anni ci si sente al centro del mondo e la zucca è per lo più vuota, ma oggi, a ripensarci, la sua parte ha sempre provato a farla, sebbene con le difficoltà tipiche di una vita ...