Boh.


Boh. 

Io davvero non so se questa roba che oggi eccita gli spiriti di certuni sia qualcosa di cui rallegrarsi.

Davvero questa realtà, in cui la legge del mondo animale risale lentamente la china e torna ad appropriarsi dello spazio umano, è il mondo che vi piace?

Davvero l’abbattimento del politically correct, del “woke”, della cancel culture — e di tutto ciò che viene liquidato come debolezza, complessità, limite morale — vale il prezzo che stiamo pagando?

Davvero pensate che la riaffermazione dei valori “primari”, tradizionali, del c’era una volta, del più forte ha ragione, del realismo trasformato in ideologia della sopraffazione, giustifichi ciò a cui stiamo assistendo?

Davvero ritenete accettabile il rapimento e l’esfiltrazione di un dittatore che vi è antipatico solo perché portatore di un’ascendenza ideologica diversa dalla vostra, pur sapendo che così si afferma un principio elementare e brutale: la prevaricazione è legittima, ovunque e sempre, se esercitata dai vincitori?

E questo senza peraltro dare risposta alle istanze di popoli sottoposti ad altre e ben peggiori dittature, anzi rafforzando proprio le ragioni di chi quei regimi li guida, che ora possono indicare l’Occidente e dire: vedete, non è giustizia, è solo forza meglio organizzata?

Davvero non vi disturba che, mentre si predica il ritorno al “realismo”, si possa parlare con disinvoltura di mire statunitensi sulla Groenlandia come se fossimo tornati al tempo delle mappe coloniali, dei territori come bottino, dei popoli come dettaglio secondario?

Davvero non conta nulla che gli ucraini muoiano di freddo e di bombe, i palestinesi di fame e di bombe, gli iraniani di forca e repressione — purché però i venezuelani possano tornare a vendere liberamente il loro petrolio agli Stati Uniti e affanculo Cuba che sono comunisti, che muoiano di fame?

Davvero vi sembra normale che il presidente della più grande potenza mondiale possa rivendicare un Nobel per la pace come un riconoscimento dovuto, lasciando filtrare messaggi e pressioni persino al re di Norvegia sulle conseguenze della mancata incoronazione, senza che questo vi suoni come un allarme sullo stato di salute delle nostre democrazie?

Davvero questo è il nuovo umanesimo occidentale: diritti quando conviene, legalità a geometria variabile, morale come optional, e cinismo spacciato per maturità politica?

Davvero questo è il mondo che volete: un mondo in cui tutto è negoziabile, tranne il potere di chi vince; un mondo in cui la forza non è più l’eccezione, ma la regola; un mondo che poi, come sempre, finge di stupirsi quando la barbarie bussa alla porta?

Boh.

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