Come valutare il G7 ad Anagni
Chi mi conosce lo sa (ma anche chi non mi conosce se ha letto qualche vecchio post): non ho votato per Daniele Natalia alle ultime elezioni comunali - e neanche alle penultime e più in generale mai in passato - né nutro una particolare "passione" per la sua giunta.
E però devo riconoscergli, al di là dell'astuzia politica e della malizia amministrativa, che l'opportunità fornita dalla riunione dei ministri degli esteri del G7 ad Anagni l'ha gestita bene, almeno sinora.
Oltre alla ribalta internazionale, la nostra città ha guadagnato una lenzuolata di opere di manutenzione e ammodernamento davvero significative e, in qualche caso, forse eccessive. E' vero, però, che l'occasione è importante e dunque anche qualche intervento sopra le righe, ma necessario a far fare bella figura ad Anagni, è il benvenuto.
Non so con quali fondi siano stati finanziate queste attività, ma non credo che si tratti di risorse attinte a fonti straordinarie, visto il ridotto lasso di tempo a disposizione. Ritengo, piuttosto, che si tratti di utilizzo di fondi di riserva, qualche anticipo e il tiraggio di qualche linea di credito disponibile fino al massimo consentito.
In città, come è normale che sia - voglio sottolinearlo - non sono mancate le polemiche, tra chi ha esaltato questa operazione e l'ha fatta propria in tutto e per tutto e chi, invece, non ha perso occasione per sottolineare come ci fossero tante altre emergenze da attenzionare.
Ritengo personalmente che se le critiche sono sempre legittime - e in questo caso alcune davvero opportune - occorre anche rendersi conto che se hai l'occasione di ospitare una riunione così importante è necessario sapersi presentare al meglio. L'unica alternativa possibile, declinare l'invito, sarebbe stata scelta politica anch'essa legittima ma ritengo non condivisibile.
Andrebbe, invece, messo un punto e portato a casa, oltre all'esposizione mediatica, anche quanto di buono ottenuto.
E poi misurare la serietà di questa giunta sulla base dei seguenti parametri:
1) Il livello di manutenzione a cui è stata portata la città in alcuni suoi punti, può essere esteso ad altre parti e progressivamente a tutte?
2) Se anche quanto sopra non fosse possibile nel breve periodo - perché nel lungo è necessario invece trattare tutti i cittadini allo stesso modo - sarà possibile almeno mantenere questo livello di decoro raggiunto?
3) Le risorse recuperate in un battibaleno per portare a termine questi importanti ma in alcuni casi eccessivi e forse in prospettiva inutili interventi, potranno essere reperite con la stessa sollecitudine anche per realizzare, che so, l'isola ecologica che da tanto tempo aspettiamo o per rimettere in sesto definitivamente la strada di via Canzatora, giusto per segnalare due cosine urgenti?
In sostanza si tratta di equità (punto 1), efficienza (punto 2) ed effettività (punto 3) dell'azione amministrativa. Su questo, e non sul valore (o disvalore) di azioni dettate dalla necessità di cogliere un'occasione, è necessario giudicare chi ci amministra.

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