La scoperta dell'acqua calda - seconda parte


Ma davvero stupisce quanto fatto emergere dall'inchiesta di Fanpage (a proposito, complimenti: questo è fare giornalismo di inchiesta e, se chi è al potere, con pienezza di poteri, urla accusandoli di metodi da regime, vuol dire che stanno facendo bene il loro lavoro di giornalisti!) ? 

Il problema vero si chiama ipocrisia. Basta leggere le dichiarazioni di Donzelli - a capo dell'organizzazione di FDI - per rendersi conto che quanto fatto emergere dall'inchiesta fosse tutto tranne che un segreto. O, al limite, un segreto di Pulcinella.

E tutto questo - purtroppo, dico io - ha a che fare non solo con il movimento giovanile, che è la punta dell'iceberg, ma con tutto il movimento politico di FDI. Perché, è inutile nasconderselo, la stragrande maggioranza dei quadri dirigenti, nonché dei militanti e di molti - anche se non tutti, occorre essere onesti - elettori e simpatizzanti fa riferimento più o meno apertamente a quei (dis)valori: nazionalismo tossico, antisemitismo, razzismo e, se non aperta simpatia per il fascismo, mancanza di dissociazione e condanna del ventennio.  

Si tratta di un problema sostanzialmente culturale: il fascismo ce lo siamo inventato noi e poi lo abbiamo esportato e pure quando è stato abbattuto - dalle cannonate degli americani e degli inglesi in Sicilia, non da un movimento popolare di rivolta - la giravolta è stata tanto repentina quanto di facciata. 

Certo, quello di oggi non è il fascismo del ventennio, ci mancherebbe, ma i tratti distintivi stanno ancora tutti là e continuano a confezionare un vestito perfetto per addobbare tanti italiani. Non si spiegano altrimenti non solo le eruzioni evidenti del fenomeno - le folle ad Acca Larentia, i pellegrinaggi a Predappio, il merchandising di varia foggia, i raduni dei nostalgici - ma anche le sacche magmatiche che affiorano con modalità effusive, più soft, ma non meno allarmanti. 

E' il retroterra culturale e, dunque, elettorale del primo partito di maggioranza che impedisce il monologo di Scurati nel centenario dell'assassinio di Matteotti, che favorisce l'aggressione verbale contro i consiglieri comunali che parlano di antifascismo, che porta a sostenere che il 25 aprile sia una festività divisiva o che l'apporto della Resistenza alla Liberazione è sopravvalutato e, soprattutto, controverso. 

E' questo continuo, costante, pervicace avvelenamento delle acque che, seppur non consente di affermare apertamente il proprio razzismo antisemita, fornisce un codice segreto condiviso anche a livelli importanti del gruppo dirigente di FDI.   

Quello che emerge che il brodo di coltura dove questi batteri proliferano è abbondante come non lo era da tempo, in Italia ed in Europa e che difficilmente si assisterà a breve ad un'inversione di tendenza. 

   

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