Fate pure senza di me



Scrivo questo post mentre si gioca la finale dei Mondiali di calcio. l'Argentina sta vincendo (rectius, è la Francia - a mio avviso più forte squadra nazionale da almeno cinque anni - che la sta buttando via) e tutti paiono felici. Sì, è vero, i francesi sono antipatici e poi è l'ultimo mondiale di Messi, non sarebbe bellissimo se lo vincesse?

Sino ad oggi non ho visto nemmeno un minuto di questo campionato del mondo. In parte perché l'Italia non c'è, ma non solo per questo. La verità è che il calcio e tutto il suo circo di bambini viziati e delinquenti impenitenti mi ha stufato da tempo. 

Dopo la bulimia degli anni passati - da Juve - Treviso, passando per il meglio della premier o l'ennesimo, imperdibile "clasico", ogni scusa era buona per vedere calcio -   mi ero riservato il piacere di scegliere qualche chicca di tanto in tanto, soprattutto le competizioni per nazionali o le finalissime.

Ma devo essere onesto, questa finale fa da sottofondo ad una noiosa domenica autunnale, mentre chiudiamo pacchetti e stendiamo fili di lucine, ma potrebbe esserci qualsiasi altro rumore a fare da colonna sonora e non ce ne accorgeremmo. 

Ma se ne sto scrivendo vi domanderete il perché, visto tanto disinteresse. Ebbene un particolare mi è saltato agli occhi e mi è parso stridere con quello che a detta del presidente della Fifa dovrebbe essere il mondiale più bello di sempre: ci sono almeno un terzo dei seggiolini vuoti allo stadio e a mia memoria credo che sia la prima volta per una finale di coppa del mondo.

Questo, più delle polemiche sui diritti umani negati, le centinaia di operai nepalesi e bengalesi morti o non pagati, i conduttori TV di casa che perculano i nazionali tedeschi dopo l'eliminazione per il gesto di denuncia contro la loro discutibile posizione sui diritti civili - quest'ultima molto simile ahinoi a quella di certa destra nostrana - mi sembra il sintomo più evidente di come il calcio sia diventato ormai un ammasso di interessi a volte imbarazzanti, altre semplicemente mercantili, altre ancora incomprensibili, e soprattutto sempre più lontano dalla sua origine popolare e sportiva.

Non c'è dubbio che tutto ciò sia perfettamente allineato ai tempi che viviamo e che possa piacere e pertanto generare ricavi da record. Ma per quanto mi riguarda potete tranquillamente divertirvi anche senza il sottoscritto.

Buon calcio - o ciò che ne rimane - a chi ne ha ancora voglia.

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