L'unica cosa buona


Mattarella-bis e Draghi ancora a Chigi. Tutto è bene ciò che finisce bene. Ma è davvero così?

Qualche mese fa, proprio su questo blog, avevo provato a fare qualche previsione sugli esiti delle incombenti scadenze istituzionali 

Attraverso un percorso diverso da quello da me immaginato, il punto di caduta sembrerebbe proprio quello a suo tempo previsto. 

La mia previsione, molto ingenua, era però che la conferma degli attuali nostri migliori uomini alle prime due poltrone d'Italia sarebbe avvenuta grazie alla nascita di una coalizione finalmente politica - e non più, dunque, solo di emergenza - che avrebbe certificato una presa d'atto sulle prospettive delle reali necessità del nostro paese.

In altre parole una grande coalizione, capace di comprendere che i problemi che ormai affliggono da anni l'Italia e che non sono stati colpevolmente affrontati dalla caduta del muro di Berlino sino ad oggi hanno urgente necessità di essere quantomeno programmati nella loro soluzione.

E invece la rielezione di Mattarella - per come si è concretizzata, per le premesse, per le rotture consumatesi, per Casellati che mandava messaggini mentre contava le proprie preferenze - altro non è che l'ennesima prova di incapacità nonché l'ennesimo tentativo di auto-salvataggio di una classe dirigente che definire penosa, incapace e parassita è davvero un complimento.

Sì navigherà dunque di nuovo a vista, ognuno con l'ormai neanche più nascosto obiettivo di preservare il proprio strapuntino - che esso sia un seggio al parlamento, la leadership di una corrente o la prospettiva di orientare la linea di quel che resta di un'area politica - mentre là fuori imperversano Covid, inflazione galoppante, tensioni internazionali e una lotta senza quartiere per la futura egemonia sul mondo e le sue risorse.

L'unica consolazione è che siamo ancora in grado di schierare qualche uomo di altissimo profilo in prima linea, anche se dietro di lui c'è il vuoto.

Ma non possiamo continuare ad accontentarci del fatto che il nostro direttore d'orchestra - per quanto bravo - rimanga al suo posto mentre il Titanic affonda.

Perché davvero l'unica cosa buona è che si chiama Sergio Mattarella.



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