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Visualizzazione dei post da settembre, 2021

L'occasione che ci fornisce la vicenda Morisi

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I social e i siti di informazione sono pieni di analisi sulla vicenda di cronaca che ha interessato Luca Morisi e io non aggiungerò la mia. Soprattutto non voglio occuparmi di questioni che hanno a che fare con la sfera personale di chicchessia, visto che non sono mai stato né contro il sesso a pagamento tra adulti consenzienti né all'uso di droghe di ogni tipo. Su questo punto davvero per me ognuno fa quel che crede, ovviamente nei limiti in cui tali pratiche non abbiano ricadute sulla vita, la sicurezza e la libertà altrui.   Non è dunque la dimensione privata della questione che mi interessa, né l'ipocrisia e il doppio fondo morale dello spin doctor . E' invece la ricaduta sulla politica del diritto quella sulla quale l'attenzione va portata perché è qui, a mio avviso, che deve essere fatto lo sforzo maggiore per separare il grano dal loglio e comprendere come certi moralismi relativi alle inclinazioni individuali siano ormai deleteri per una società moderna come la ...

Quello che davvero non va nelle affermazioni di Barbara Palombelli

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Il dibattito sulle dichiarazioni di Palombelli relative alla necessità di comprendere lo stato d'animo degli uomini violenti ha ovviamente scoperchiato una cloaca da cui sta uscendo un po' di tutto e mi domando se questo sia davvero un bene per chi come me crede che quelle dichiarazioni siano profondamente sbagliate.  Forse, e ripeto forse, il Palombelli-pensiero andrebbe letto, nella sua versione progressivamente raffinata a seguito delle successive precisazioni, con minore foga e con un poco più di lucidità; non per giustificarlo o dargli la patente di pensiero condivisibile, ma quantomeno per capire quale sia il brodo di coltura all'interno del quale questo tipo di sintesi trovano luogo ideale di proliferazione e poi si muovano verso l'esterno.  Non c'è dubbio che quanto affermato da Palombelli vada respinto in toto e senza appello. Questo per dissipare qualsiasi dubbio sui miei punti di partenza. Ma trovo profondamente sbagliato, non solo per una questione di d...

Il Parlamento italiano e il green pass: strana storia di un cortocircuito istituzionale (e di uno personale)

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Di green pass ormai si sente parlare dappertutto e se già ora rappresenta il lasciapassare per l'accesso in contesti ludico-ricreativi (ristoranti, cinema, stadi, etc) a quanto pare a breve non si potrà entrare praticamente da nessuna parte - in primis nel luogo di lavoro - senza questo benedetto certificato. Con una sola eccezione, almeno sinora, vale a dire in parlamento.  Eh sì, perché - battute sull'associazione tra camere legislative e lavoro a parte - almeno sino a quando gli onorevoli deputati e senatori non delibereranno l'obbligo per sé stessi, l'accesso ai rispettivi emicicli non sarà in alcun modo limitato. E questo perché - come credo tutti sappiano - nel nostro ordinamento il parlamento è sovrano, e non solo a chiacchiere, e pertanto decide da sé in merito al suo funzionamento, senza che nessun altro possa ingerirsi al riguardo.  La questione assume i contorni del paradosso anche a causa del fatto che gli attuali obblighi in materia hanno viaggiato tutti ...

Robe lette: Flatlandia, ovvero quando un grande classico t'è sfuggito ed è tutta una lezione di vita (e non solo per i suoi contenuti)

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Può capitare a tutti di trovarsi a leggere un libro e rimanerne colpiti, per poi rendersi conto che la sua prima edizione risale addirittura al 1884, avendo così la misura di quanto la propria cultura sia piena di buchi e lacune gravissime.  Ma non finisce qui. Perché può anche capitare di leggere questo benedetto libro e dirsi in tutta onestà che no, non è possibile che sino ad oggi lo si sia ignorato, visto che chi lo ha scritto pareva essere qualche decennio avanti rispetto agli scienziati e ai letterati che sarebbero venuti nel secolo successivo, per poi rendersi conto che invece al tempo della sua pubblicazione le supposizioni ascientifiche sulla quarta dimensione e la letteratura distopica fossero tanto comuni quanto lo è oggi, ad esempio, la cattiva musica.  Superati questi primi due shock se ne aggiunge infine un altro - decisivo - perché dopo aver letto questo agile pamphlet in un crescendo di sorpresa e stupore per gli attualissimi contenuti di denuncia socio-politic...

L'irripetibile allineamento astrale dell'età dell'oro draghiana e la Große Koalition in salsa italiana

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Tra le varie attività senza senso che porto avanti nel corso del mio pochissimo tempo libero, c'è quella di fare previsioni sul futuro del magnifico paese in cui vivo. Oggi voglio condividere i gioiosi risultati di questi sforzi con voi.  Proviamo dunque a fare un giochino che partendo dalla situazione politico-istituzionale attuale la proietti verso un orizzonte temporale di due anni, vale a dire a valle delle prossime elezioni politiche, per provare ad immaginare quali saranno i probabili assetti del sistema Italia a quella data.  Il primo snodo è quello dell'elezione del Presidente della Repubblica, che dovrà essere affrontato nei primissimi mesi del 2022. Il dilemma è Draghi sì o Draghi no e io propendo - non solo in termini probabilistici - per la seconda opzione, visto che sta svolgendo bene il suo ruolo ma soprattutto perché fa comodo a pressoché tutte le forze politiche (ad eccezione forse di Conte e della sinistra-sinistra), sebbene per ragioni diverse, averlo a Palaz...