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Visualizzazione dei post da febbraio, 2025

La prospettiva della storia e quella della cronaca

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Chi si trova a vivere gli snodi della storia molto difficilmente se ne accorge. Spesso, la percezione è deformata dalle aberrazioni che la vicinanza dovuta alla contemporaneità appone sulla prospettiva dei fatti attraverso le lenti della cronaca. Ma, anche se forse non ce ne accorgiamo del tutto, quelli che stiamo vivendo sono passaggi davvero cruciali nella traiettoria della nostra civiltà.  Dalla reviviscenza del consenso popolare per idee che sembravano relegate agli strapuntini degli emicicli parlamentari, alla rivalutazione della guerra come strumento concreto o, almeno, come opzione sul tavolo per regolare i conflitti tra gli uomini, sino allo stravolgimento delle alleanze su cui era imperniato il sistema di sicurezza mondiale fuoriuscito dalla conferenza di Yalta, è tutto un susseguirsi di scosse sempre più forti e via via più destabilizzanti, come uno sciame sismico che annuncia il grande terremoto che raderà al suolo il vecchio ordine mondiale unipolare.  Molti sosten...

La nuova Pax americana

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E' esagerato affermare che le trattative di "pace" che si vanno delineando in Ucraina grazie all'attivismo della nuova amministrazione Trump rappresentino la proiezione concreta del nuovo corso americano? All'apparenza, infatti, sembrerebbe non esserci alcunché di nuovo se non la certificazione - semmai ce ne fosse stato bisogno - che gli americani sono potenza egemone e l'Europa terra di vassallaggio.  A ben guardare però qualcosa di nuovo c'è. Un tempo, qualunque fosse il colore dell'amministrazione in carica, gli USA si preoccupavano almeno di salvare la forma e di coinvolgere gli alleati di turno, nella fattispecie gli europei, facendoli sentire dei pares e non solo dei clientes. Ne guadagnava anche la credibilità della narrazione "America salvatore del mondo", oltre che la faccia degli europei, ma pare che siano ormai questioni non più di interesse. E poi stavolta Trump non solo disintermedia completamente il rapporto con la Russia dal f...

Perché ha ancora senso parlare di fascismo (e di antifascismo)

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Sento spesso dire che parlare oggi di fascismo e del pericolo di un suo ritorno sia anacronistico.  Chi afferma ciò spesso aggiunge che ci sono ben altri problemi a cui pensare, che chi agita questo spauracchio lo fa perché non ha altri argomenti da opporre e, dulcis in fundo, "e allora il comunismo!?". Sorvolo su benaltrismo e carenza di argomenti da opporre al magnifico governo Meloni, ma il gancio che mi offre il parallelo con il comunismo è invece utile per spiegare perché tenere alta la guardia sul ritorno del fascismo non sia un vezzo da intellettualoidi falliti. Il comunismo - al pari dei totalitarismi di destra - è stata una delle più grandi tragedie dell'umanità, anche se nel conto considerassimo il grande contributo in vite umane pagato dall'Unione Sovietica nella seconda guerra mondiale che assicurò a noi - e non a loro, è bene ricordarlo - pace, prosperità e libertà, almeno sino ad oggi. Pur nelle tragiche similitudini, tra fascismo e comunismo c'è una...