Non moriremo liberali
Una delle trovate giornalistiche più riuscite del '900 italiano è stata senz'altro il titolo con il quale "il Manifesto" aprì immediatamente dopo le elezioni politiche del 1983: "non moriremo democristiani". Al di là della pia illusione di Pintor e del suo gruppo - la storia immediatamente successiva, ma non solo, si incaricherà di contraddirlo - quella frase aveva in sé una forza evocativa talmente grande da essere usata, rieditata, distorta e riutilizzata negli anni successivi in contesti e da soggetti totalmente differenti. La tentazione dunque è stata fortissima e infine non ho resistito: perché non riprenderla per commentare quello che, tra gli innumerevoli spunti che questa crisi di governo offre, è a mio avviso il più interessante, vale a dire la scelta fatta dal centrodestra di affossare definitivamente Draghi e con esso le aspettative di svolta liberale che la destra italiana aveva suscitato con la partecipazione all'esecutivo di unità nazional...