Goodbye Wayne
Con questo post, non senza pudore, infrango uno dei miei tabù su questo blog. Mi ritrovo infatti per la prima volta a parlare di uno di quegli argomenti che ritengo così importanti da aver timore di volgarizzarli. Questa notte è venuto a mancare Wayne Shorter, uno degli ultimi grandi, grandissimi musicisti della scena jazz ancora in vita che come pochi altri ha contribuito ad innovarla e a renderla attuale tramite un percorso artistico davvero notevole. Come tanti sassofonisti della sua generazione nasce e cresce sotto l'influenza ineludibile di Coltrane, del quale tra l'altro prende il posto nelle formazioni di Miles Davis da un certo momento in poi. Ma la sua maturazione e la sua crescita avviene - come per tutti i grandi innovatori in ogni campo dello scibile umano - quando decide di smettere di scimmiottare inutilmente il suo padre putativo e di trovare finalmente la sua strada. E se la grandezza di un musicista si misura con il suo eclettismo, Shorter non è stato ...